Perché l’indagine su Daniela Ruggi potrebbe trasformarsi in un’inchiesta per omicidio

Potrebbe cambiare presto l'ipotesi di reato nelle indagini su quanto accaduto a Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa a Montefiorino nel settembre del 2024 i cui resti sono stati trovati un mese fa in una torre diroccata di Vitriola di Montefiorino, a poca distanza dal rudere nel quale la giovane viveva da sola. Come accertato da Fanpage.it, in quella torre sono stati effettuati ben sei sopralluoghi prima del ritrovamento del teschio poi rivelatosi di Daniela.
Una delle ipotesi è quindi che quei resti possano essere stati portati da quelle parti in un secondo momento, forse proprio per permetterne il rinvenimento. Per effettuare ulteriori accertamenti, l'ipotesi di reato del fascicolo di indagine attualmente incentrato sul sequestro di persona, potrebbe cambiare: si potrebbe procedere per omicidio volontario come atto dovuto per svolgere tutte le verifiche del caso.
Tra queste, come anticipato da Fanpage.it, potrebbero esserci le operazioni di messa in sicurezza e scavo nell'edificio dove è stato rinvenuto il teschio di Daniela, un reggiseno e una ciocca di capelli.
Gli scavi al momento sarebbero complicati dalla precaria stabilità e dunque, per accertare se nello stesso luogo vi siano altre ossa della 32enne, bisognerà prima procedere con la messa in sicurezza.
Un possibile cambio di titolo di reato sarebbe per il momento solo un atto dovuto, ma potrebbe permettere agli investigatori di muoversi nella nebbia fitta di quanto successo in questi 16 mesi.
Tutti a Montefiorino avevano pensato che quel teschio fosse uno scherzo di cattivo gusto. Nessuno credeva che le analisi potessero confermare che quelli erano i resti di Daniela Ruggi.
Ora il reperto è stato affidato alla dottoressa e anatomopatologa Cristina Cattaneo, alla quale toccherà provare a capire quali siano state le cause del decesso della 32enne scomparsa nel 2024.