Perché i testimoni di Geova rifiutavano le trasfusioni di sangue e quali sono gli altri divieti legati alla salute

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Per decenni i Testimoni di Geova non hanno accettato trasfusioni o donazioni di sangue neppure in situazioni d’emergenza a causa delle loro convinzioni religiose, in particolare ad alcune interpretazioni di versi della Bibbia.

Per più di 80 anni il divieto di donare o ricevere trasfusioni di sangue è stata una delle posizioni più controverse e dibattute dei Testimoni di Geova, sollevando complessi interrogativi etici, medici e giuridici: i fedeli, infatti, arrivavano a rifiutare il sangue persino in situazioni d'emergenza, ad esempio quelle determinate da un intervento chirurgico.

Contrariamente a quanto alcuni pensano, tuttavia, alla base di questo rifiuto non vi è mai stata una motivazione di carattere sanitario o tanto meno scientifico, bensì una ragione strettamente confessionale e religiosa. Ragione che però è stata ampiamente rivista nei giorni scorsi: l'organismo direttivo del movimento ha infatti introdotto un'apertura storica, definendo "una questione di coscienza individuale" la scelta di accettare o donare alcuni specifici componenti del sangue, pur mantenendo invariato il divieto per le trasfusioni di sangue intero. Ma per comprendere a fondo questa decisione, è necessario fare un passo indietro e analizzare chi sono i Testimoni di Geova, cosa impone la loro interpretazione della Bibbia e quali altre regole di salute sono chiamati a osservare.

Chi sono i Testimoni di Geova

Partiamo dalle basi: i Testimoni di Geova sono un movimento religioso di matrice cristiana fondato negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo da Charles Taze Russell. Attualmente, il movimento conta oltre 9 milioni di fedeli attivi sparsi in più di 220 nazioni e territori in tutto il e le loro attività includono un'intensa opera di predicazione e lo studio della Bibbia, che considerano l'infallibile parola di Dio e la guida suprema per ogni aspetto della vita umana.

Cosa dice la Bibbia sul ricevere sangue

Ed è proprio a seguito della loro interpretazione della Bibbia che si arriva al divieto delle trasfusioni, a lungo praticato per motivi religiosi. I Testimoni di Geova credono che le sacre scritture comandino in modo inequivocabile di non assumere sangue in nessuna forma, sia esso ingerito come cibo che ricevuto tramite trasfusione. Questa convinzione si basa, tra gli altri, su Genesi 9:4, in cui, dopo il Diluvio, Dio diede a Noè il permesso di mangiare carne animale, ma ordinò: "Solo non dovete mangiare la carne con la sua anima, il suo sangue". Poiché tutti gli esseri umani sono considerati discendenti di Noè, questo comando viene ritenuto valido per l'intera umanità.

Un altro versetto chiave è Levitico 17:14, dove si legge: "Non dovete mangiare il sangue di nessuna sorta di carne, perché l'anima di ogni sorta di carne è il suo sangue". Secondo questa interpretazione, la vita stessa risiede nel sangue e appartiene a Dio; per lui, consumare sangue è un atto grave. Infine, in Atti 15:20, viene prescritto ai cristiani di "astenersi (…) dal sangue".

Le nuove regole sulle trasfusioni di sangue

La posizione sui trattamenti ematici è sensibilmente mutata alcuni giorni fa con la pubblicazione del documento "2026 Governing body update #6". In un video indirizzato alle congregazioni mondiali, il corpo direttivo ha riconosciuto che i progressi della scienza medica hanno sollevato numerose domande. Pur ribadendo che "la vita e il sangue sono sacri", il nuovo orientamento stabilisce che la decisione di "accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine ricavati dal sangue di un'altra persona è una questione di coscienza individuale".

Pertanto, "ogni cristiano deve prendere la propria decisione in merito all'utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche". Questa svolta viene giustificata citando la Lettera ai Galati contenuta nel del Nuovo Testamento: "Ciascuno porterà il proprio fardello". Anche la decisione di donare il proprio sangue è ora lasciata alla coscienza individuale, a patto che questo venga utilizzato esclusivamente per fornire i suddetti componenti ad altri. Tuttavia, il rifiuto religioso delle trasfusioni di sangue intero "rimane invariato". Paul Gillies, portavoce internazionale, ha confermato che le congregazioni non interverranno più in queste decisioni personali, sottolineando il desiderio dei fedeli di ricevere "le migliori cure mediche disponibili" fornite da medici che rispettino le loro convinzioni.

Le altre regole sulla salute dei Testimoni di Geova

Nonostante il rifiuto delle trasfusioni sia stato il precetto più noto, i Testimoni di Geova osservano anche altre regole legate alla salute e allo stile di vita, derivate sempre dai loro principi biblici. Il corpo è visto come un dono di Dio, e pertanto deve essere trattato con rispetto; sebbene non vi siano divieti alimentari rigidi paragonabili a quelli di altre religioni (a parte il consumo di alimenti contenenti sangue animale), i fedeli si astengono categoricamente dall'uso di tabacco e di droghe. Il fumo, così come l'abuso di alcol, è considerato una contaminazione del corpo e un'abitudine che nuoce alla salute e allontana da uno stile di vita spiritualmente puro. L'approccio generale alla medicina, comunque, è positivo: come ha ricordato il portavoce Gillies, i Testimoni di Geova "non praticano guarigioni miracolose né vi fanno ricorso, e si rivolgono a medici in grado di fornire cure efficaci ma che al tempo stesso rispettino le loro volontà, i loro valori e le loro convinzioni. Le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo. Continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede. Siamo inoltre grati ai molti medici competenti e premurosi che forniscono cure mediche di qualità rispettando le nostre volontà riguardo al sangue".

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