Per scaldarsi di notte usano braciere in casa, genitori e bimbo di 2 anni intossicati dal monossido a Vicenza
Un’intera famiglia composta da padre, madre e due figli tra cui il più piccolo di soli 2 anni sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio sprigionata dal braciere che usavano per scaldarsi in casa loro nel Vicentino e hanno avuto bisogno delle cure mediche in ospedale. È accaduto durante la notte appena trascorsa all’interno di un appartamento di Isola Vicentina dove la famiglia risiede.
A lanciare l’allarme è stata la stessa famiglia dopo che uno di loro si è svegliato di soprassalto durante la notte tra domenica e lunedì con difficoltà respiratorie accorgendosi che la casa era ormai satura e l’aria irrespirabile. Erano circa le ore 3:00 del mattino di oggi, lunedì 26 ottobre, quando una chiamata ai numeri di emergenza ha fatto scattare la macchina dei soccorsi con l’intervento dei vigili del fuoco e dei sanitari del Suem 118 con le ambulanze presso la casa in località Castelnovo.
Si è scoperto così che all’origine dei problemi respiratori di genitori e figli vi era un braciere con della carbonella ancora accesa che veniva usato per riscaldare gli ambienti domestici di sera e durante la notte. La lenta combustione mentre tutti dormivano nel corso della notte ha prodotto una quantità di monossido sufficiente a saturare l’aria e a rendere gli ambienti irrespirabili.
Fortunatamente l’allarme è stato lanciato in tempo e ha evitato una possibile tragedia. Se tutti fossero stati sorpresi nel sonno, infatti, si sarebbe andati incontro a una dramma certo visto che il monossido di carbonio è un gas inodore e incolore, altamente tossico e potenzialmente letale.
Fortunatamente invece i quattro componenti del nucleo famigliare se la sono cavata bene. Tutti sono stati soccorsi dai medici e trasportati d’urgenza all’ospedale San Bortolo di Vicenza dove sono stati sottoposti alle cure del caso e ricoverati ma le loro condizioni non sarebbero gravi e non è stata necessaria la terapia in camera iperbarica.