I professionisti che non si dotano dell'indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) vanno incontro a delle sanzioni, tra cui anche la sospensione dall'albo di riferimento. Con la conversione in legge del decreto Semplificazioni arrivano una serie di penalità per gli iscritti all'albo che non si mettono in regola. Avere una casella elettronica certificata è obbligatorio per avvocati, giornalisti, medici, ingegneri: lo è da molti anni ormai, ma fino ad adesso non erano mai state previste sanzioni.

Ma che cos'è la Pec? In sostanza si tratta della versione digitale della raccomandata. Cioè un sistema per inviare messaggi di posta e documenti online regolamentato dalla legge. Ha ricevuta di ritorno e garantisce pieno valore legale alle comunicazioni. Se per alcuni albi professionali questa è molto utile, e difficilmente se ne può fare a meno, per altri risulta meno vincolante. Ma da adesso tutti sono obbligati ad averla.

In effetti i possessori di indirizzo digitale verificato stanno aumentando nel nostro Paese. Alla fine di giugno erano circa 11 milioni, contro i 10,5 milioni dell'anno precedente e i 9 milioni del 2018. Per quanto riguarda gli iscritti agli albi, in Italia si parla di circa 2,3 milioni di iscritti. Che ora sono interessati dalle nuove norme: "Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all'albo o all'elenco è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro 30 giorni, da parte del Collegio o ordine di appartenenza", si legge nel provvedimento. Che specifica poi come in caso di mancata ottemperanza, si procederà alla sospensione dall'albo fino all'effettiva comunicazione del domicilio digitale.