Paolo Rambaldi, ex proprietario di Italia in Miniatura, morto a 73 anni travolto da un trattore
È morto mentre era impegnato nella raccolta delle olive, travolto dal rimorchio di un trattore che si è ribaltato. Paolo Rambaldi, 73 anni, ex proprietario e storico gestore del parco divertimenti Italia in Miniatura, ha perso la vita nel tardo pomeriggio di martedì 20 ottobre nelle campagne di Montefiore Conca, sulle colline del Riminese. L'incidente è avvenuto in un terreno vicino a via Gemmano, dove il mezzo agricolo stava risalendo una salita sterrata. Rambaldi camminava a piedi dietro al trattore quando, secondo le prime ricostruzioni, il mezzo ha improvvisamente arretrato, travolgendolo con il rimorchio carico di olive. Per il 73enne non c'è stato nulla da fare.
Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio dei carabinieri, il trattore avrebbe perso il controllo durante la salita, arretrando e investendo il 73enne. Il rimorchio si è poi ribaltato su un fianco. L'allarme è scattato intorno alle 18.30: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, ma i soccorsi si sono rivelati inutili. Anche il conducente del mezzo è rimasto ferito, riportando secondo le prime informazioni una frattura al polso. I militari stanno ricostruendo l'esatta dinamica dell'accaduto.
Il legame con Italia in Miniatura
La notizia ha suscitato cordoglio nel Riminese. Rambaldi era figlio di Ivo, l'imprenditore che nel 1970 fondò Italia in Miniatura, il parco tematico di Viserba diventato negli anni una delle attrazioni simbolo della Riviera romagnola. Paolo aveva cominciato a lavorare al progetto da adolescente, contribuendo alla costruzione di un'impresa familiare che avrebbe guidato per oltre quarant'anni, insieme alle sorelle.
L'intuizione del padre era nata dopo una visita in Svizzera, dove aveva scoperto un parco con riproduzioni in scala di monumenti. Decise così di realizzare qualcosa di simile in Italia, investendo 300 milioni di lire in un progetto che all'inizio non ebbe vita facile. Paolo ricordò in un'intervista che, nei primi trenta giorni, i visitatori erano pochi. La svolta arrivò con un ampio servizio fotografico pubblicato dalla rivista Epoca: le presenze aumentarono rapidamente, fino a raggiungere anche duemila persone al giorno in agosto.
Nel corso degli anni il parco è cresciuto fino a ospitare oltre 250 riproduzioni di monumenti e luoghi simbolo, dalle Due Torri di Bologna al Colosseo, passando per il Duomo di Milano e le Alpi. Nel 2014 la struttura è entrata nel gruppo Costa Edutainment, dopo decenni di gestione da parte della famiglia Rambaldi.
La passione per il rugby di Rambaldi
Accanto all'attività imprenditoriale, Rambaldi aveva coltivato anche la passione per lo sport. Nel 2020 era diventato presidente del Rimini Rugby, impegnandosi nella promozione della disciplina sul territorio. La famiglia lo ha ricordato proprio attraverso le immagini delle diverse stagioni della sua vita, dall'adolescenza trascorsa a costruire il parco fino alle iniziative legate al rugby.
"Con il cuore a pezzi, annunciamo che il 20 ottobre 2026, Paolo Rambaldi, non è più fra noi", hanno scritto i familiari nel messaggio con cui hanno comunicato la scomparsa. La nota è firmata dalla moglie Clare, dai figli Julie, Ivo, Claudio e Romeo e dalle sorelle Silvia, Lisa e Ivana, insieme alle rispettive famiglie.
"Paolo era nato per essere portatore di gioia, di coraggio e di visione", prosegue il ricordo. I familiari ne sottolineano "la passione inesauribile", l'apertura alle sfide e la capacità di rendere speciali i momenti condivisi con gli altri. "L'ironia e la leggerezza con le quali affrontava la vita, la capacità di creare meraviglie e la serenità che trasmetteva sono quanto ci sostiene in questo momento devastante", si legge ancora nel messaggio.
Anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha espresso il cordoglio della città, ricordando Rambaldi come erede della creatività e dello spirito pionieristico del padre.