Il 20 agosto è affiorato un frammento di mandibola, sabato scorso, un femore: i resti umani ritrovati sulla spiaggia di Albarella (Rosolina), potrebbero essere quelli di Isabella Noventa. È il drammatico sospetto che ha animato la Procura di Padova che nelle ultime ore ha preso contatti con quella di Rovigo, competente territorialmente, per chiedere un eventuale confronto con il DNA di Isabella Noventa, la 55enne di Albignasego uccisa la notte del 15 gennaio 2016 a Noventa Padovana. I resti, rinvenuti in questi giorni sul bagnasciuga, verranno presto esaminati dal medico legale Lorenzo Marinelli di Ferrara che a breve riceverà l'incarico dal pm Sabrina Duò. Bisogna innanzitutto stabilire senza ombra di dubbio se quei resti siano umani: in seconda istanza, estraendo il DNA, sarà possibile confrontare il profilo genetico ottenuto con quelli di tutti gli scomparsi della zona. Dalla scomparsa di Isabella la sua famiglia non ha mai smesso di chiedere a coloro che sono imputati al processo per la sua morte, di rivelare dove è stato nascosto il corpo della 55enne.

Il caso di Isabella Noventa è fermo alla condanna d'appello emessa a novembre 2018 nei confronti dei tre imputati di omicidio: i fratelli Freddy e Debora Sorgato, entrambi condannati a 30 anni per omicidio volontario e occultamento di cadavere e Manuela Cacco, condannata a 16 anni per favoreggiamento. Secondo l'accusa i due fratelli attirarono in trappola Isabella e la uccisero a colpi di martello nella villa di Freddy a Noventa Padovana, per poi disfarsi del corpo, il tutto con la complicità di Manuela Cacco, che quella notte si prestò a ‘impersonare' Isabella in una passerella in piazza che avrebbe dovuto ingannare le telecamere di sorveglianza. Isabella e Freddy erano stati insieme per alcuni mesi e quella notte la donna aveva accettando un invito a cena da parte dell'ex, nella prospettiva, forse, di una riconciliazione.