Una "scampagnata negazionista" organizzata con un tam tam sui social e su Whatsapp. Avviene a Cesenatico, dove nel Parco di Levante circa 50 persone si erano radunate per un picnic senza mascherine e senza distanziamento. Venti persone sono state segnalate per il mancato uso dei dispositivi di protezione e la violazione si spostamento dal comune di residenza senza un valido motivo. L'iniziativa ha attirato infatti persone da diverse parti della Romagna, tanto che il sindaco è stato costretto a chiudere il Parco di Levante a causa del raduno negazionista.

L'area verde ha potuto riaprire soltanto questa mattina, scongiurata l'emergenze del weekend con arrivi ingiustificati da tutta l'Emilia. Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico, ha commentato la vicenda sul suo account Facebook. "Non avrei mai voluto farlo – spiega nel post social – e non credevo ce ne fosse bisogno, ma qualche ora fa i carabinieri, insieme alla polizia locale, sono dovuti intervenire nel Parco di Levante per bloccare un ritrovo di circa 50 persone che non rispettavano il distanziamento e non indossavano le mascherine. In varie chat giravano da giorno messaggi per questo picnic. Chi lo ha organizzato è ovviamente incurante delle regole e del dramma che stiamo vivendo, oltre che del dolore di chi ha perso i propri cari o di chi ha vissuto momenti difficili in ospedale. La situazione è difficile anche dal punto di vista psicologico, ma tutti dobbiamo fare la nostra parte: la campagna vaccinale ha ingranato, manca poco alla fine del tunnel" ha concluso il sindaco Gozzoli.

Per evitare problemi, il Parco era stato chiuso nella giornata di domenica e ha riaperto di lunedì. Iniziative del genere, però, costringeranno l'amministrazione comunale a chiudere l'area di verde ancora per diversi giorni. "Ringraziamo i carabinieri – ha detto ancora il sindaco – e la polizia locale per il pronto intervento".