Operaio usa gli audio di Checco Zalone per deridere l’azienda e viene licenziato: “Non sono pentito”

"Non sono pentito di avere pubblicato quei video, ma mi amareggia il comportamento dell’azienda per la quale lavoravo da dieci anni". Sono le prime parole dell'operaio licenziato per avere pubblicato almeno venti video su TikTok in cui prende in giro l'azienda per cui lavora. Per creare quei contenuti l'uomo utilizzava audio presi dai film e dalle esibizioni di Checco Zalone e Gigi Proietti.
"Nei video non c’erano insulti diretti verso i miei datori di lavoro né verso altri – precisa il magazziniere al Corriere della Sera – Si trattava di video ironici con voci di terze persone, come Checco Zalone e Gigi Proietti. L’intento era semplicemente scherzoso. Li ho rimossi ma li hanno visti tutti, giudice compreso, e non capisco perché siano stati ritenuti offensivi verso qualcuno a tal punto da mettere in mezzo a una strada un lavoratore".
L'uomo era impiegato per una ditta in appalto nell’hub di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, e durante il turno avrebbe realizzato i contenuti che sono stati ritenuti lesivi per l’azienda e per la sicurezza sul lavoro. La ditta lo ha quindi licenziato. A distanza di un anno dai fatti, il lavoratore è tornato sulla vicenda dopo la pronuncia del Tribunale civile di Bologna, sezione lavoro, che ha giudicato legittimo il licenziamento. Secondo il giudice, “il diritto di critica non può valicare i confini delle offese, delle frasi scurrili e delle allusioni”.
In forma anonima, il lavoratore ha anche precisato di non percepire i 2.300 euro mensili che gli sono stati attribuiti dalla stampa: "Non guadagnavo quella cifra, magari la guadagnassi. Guadagnavo 1.400 euro al mese, ma devo dire che adesso sono contento perché ho trovato un nuovo posto di lavoro dove ho subito avuto una retribuzione alta. Mi ero anche un po’ stancato di quella realtà. Prima la sede dell’azienda distava trenta chilometri e ora solo tre".
Infine, ha ammesso che il suo rapporto con i social è cambiato dopo questa vicenda: "Continuo a usarli e continuerò a farlo ma solo per questioni private. Quello che conta è mettersi alle spalle questa brutta disavventura".