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Omonimo di un boss, Equitalia gli chiede 18 milioni di euro

La società di riscossione per conto dell’agenzia delle dogane e dei monopoli ha anche messo in vendita all’asta la sua casa.
A cura di Antonio Palma
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La sua colpa sembra essere solo quella di avere nome e cognome identici a quelli di un boss suo compaesano condannato per contrabbando, ma tanto è bastato perché l' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli gli chiedesse 18 milioni di euro per danni all'erario. Protagonista della vicenda un 48enne disoccupato residente nel napoletano che si è visto notificare per raccomandata una cartella esattoriale da Equitalia che, comprensiva degli interessi, chiede al malcapitato la stratosferica somma di 25 milioni di euro. E Per far capire che non si scherza Equitalia ha anche provveduto a requisire l'abitazione dell'uomo che ora  sarà venduta all'asta il 1 luglio con prezzo base di 243mila euro. Come spiega il legale del 48 enne, l'avvocato Angelo Pisani del movimento "Noi consumatori", il suo assistito ha subito in passato un processo per contrabbando ma era nel 1983, quando aveva 18 anni, ed era poi subentrata la prescrizione.

Per difendersi l'uomo ora ha sporto una denuncia ai carabinieri e ha presentato una querela per falso nei confronti di Equitalia. Mentre l'udienza per la querela è fissata per la fine di settembre, nei prossimi giorni il Tribunale di Napoli dovrà pronunciarsi sul ricorso contro l'esproprio della casa, un appartamento di 100 metri quadrati. "È pazzesco che si possa notificare a mezzo posta e non tramite ufficiale giudiziario una cartella da 25 milioni" attacca l' avvocato Pisani, aggiungendo "in città centinaia di persone hanno cognome e nome del mio assistito".

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