Massimo Bossetti è stato trasferito al carcere di Bollate. Il muratore di Mapello condannato in Cassazione per l'omicidio della piccola Yara Gambirasio, è stato trasferito come da richiesta dei suoi legali dal carcere bergamasco di via Gleno, dove era recluso, a quello milanese di Bollate. Il motivo è semplice: lì potrà lavorare. Il provvedimento ha ottemperato a una specifica richiesta del Bossetti che ora, probabilmente, verrà inserito in un progetto che gli consentirà di lavorare impiegare il suo tempo lavorando, pur non cambiando in niente lo stato di detenzione.

La lettera alla mamma

Di qualche giorno fa, come riporta Il Giornale, la lettera scritta dal Bossetti alla sua defunta madre, Ester Arzuffi, morta a 71 anni, morta il 29 aprile 2018, dopo che la sua vita era stata sconvolta dalla vicenda umana e giudiziaria di suo figlio. "Un giorno ti raggiungerò – scrive Giuseppe Massimo Bossetti – per riprendere insieme a papà ancora uniti la nostra strada nella vita eterna. Coraggiosa e battagliera come solo tu sapevi essere, nonostante le tue problematiche di salute, il progredirsi del male, hai affrontato la malattia con un’immensa forza. La stessa forza che tu e papà, “I miei angeli”, dall’alto dei cieli mi date ogni giorno per combattere, resistere e riuscire a superare la vostra mancanza. Grazie per l’amore, la gioia e la speranza che continuamente mi davi". La Arzuffi fu direttamente colpita dalle indagini che identificarono Bossetti tramite il DNA del padre naturale.

La difesa si prepara a chiedere la revisione

Intanto, l'avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti, sta preparando la sua richiesta di revisione del processo sulla base di indagini difensive estese anche all'estero e che riguardano una persona che la sera del delitto si trovava a Brembate, ma vive all’estero.