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Omicidio di Alessandro Ambrosio, il sospettato identificato e rilasciato: cosa è successo dopo il delitto

Il sospettato dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio è stato identificato dopo il delitto su un treno per Milano, fermato a Fiorenzuola e poi rilasciato perché non ancora ricercato.
A cura di Davide Falcioni
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Alessandro Ambrosio (34 anni) e il killer
Alessandro Ambrosio (34 anni) e il killer

C’è un passaggio chiave che ora pesa come un macigno nell’inchiesta sull’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso ieri sera alla stazione di Bologna. Il principale sospettato, Marin Jelenik, 36enne di origini croate, sarebbe stato identificato dalle forze dell’ordine poche ore dopo il delitto e poi rilasciato, perché in quel momento non risultava ancora formalmente ricercato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, subito dopo l’aggressione mortale Jelenik sarebbe salito su un treno regionale diretto a Milano. Durante il viaggio, l’uomo avrebbe tenuto comportamenti molesti e aggressivi nei confronti del personale di bordo, attirando l’attenzione dei controllori.

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La discesa forzata e l’identificazione

Il convoglio è stato fermato a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, poco prima delle 20. Qui Jelenik è stato fatto scendere e preso in consegna dai carabinieri proprio in relazione agli atteggiamenti violenti tenuti sul treno. I militari lo hanno identificato e successivamente rilasciato: in quel momento, infatti, non erano ancora state diramate le note di ricerca legate all’omicidio avvenuto a Bologna.

Solo in un secondo momento, quando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione hanno consentito di collegarlo all’aggressione, Jelenik è diventato ufficialmente il principale sospettato ed è scattata la caccia all’uomo su scala nazionale.

L’omicidio di Alessandro Ambrosio nel parcheggio riservato

Alessandro Ambrosio è stato trovato senza vita poco prima delle 19 nei pressi del piazzale Ovest della stazione di Bologna, in un’area che conduce al parcheggio riservato ai dipendenti ferroviari e non accessibile ai viaggiatori. A dare l’allarme è stato un dipendente di Italo, che ha avvisato la Polfer. Il 34enne, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato colpito a coltellate, con almeno un fendente all’addome risultato fatale.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza, diffuse dagli inquirenti, mostrerebbero il presunto aggressore aggirarsi nella stazione e allontanarsi rapidamente dopo l’attacco. La polizia ritiene che Ambrosio sia stato "seguita, per un lasso di tempo significativo e apparentemente senza motivo".

Il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio
Il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio

Il sospettato già noto alle forze dell’ordine

Marin Jelenik era già conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti reati commessi nella zona della stazione di Bologna, spesso legati al porto abusivo di coltelli. Senza fissa dimora, frequentava abitualmente le aree tra piazza Medaglie d’Oro e piazza XX Settembre. Viveva in città dal 2019 e, secondo quanto emerso, soffriva di problemi di alcolismo e disturbi mentali. Non è chiaro se conoscesse la vittima.

Chi era Alessandro Ambrosio

Ambrosio viveva ad Anzola dell’Emilia, era un grande appassionato di musica ed era laureato in Statistica. Aveva scelto di lavorare in ferrovia seguendo le orme del padre, ex dipendente di Trenitalia, che ha dichiarato al TG1: “Mio figlio non aveva nemici non aveva litigato con nessuno, questo è un delitto inspiegabile. Non ha mai fatto del male a una mosca mio figlio, non so cosa sia successo, ancora non l'abbiamo visto”. Il 34enne prestava servizio sugli Intercity. Ieri era nel suo giorno di riposo e stava raggiungendo la propria auto quando sarebbe stato sorpreso alle spalle.

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