Omicidio capotreno a Bologna, Ambrosio ucciso in 3 secondi: “Coinvolgimento Jelenic è unica conclusione logica”

Sarebbe stato ucciso in soli 3 secondi Alessandro Ambrosio, il capotreno morto lo scorso 5 gennaio dopo essere stato aggredito alla stazione di Bologna. Almeno, è questa la ricostruzione degli inquirenti, mentre è stato convalidato il fermo di Marin Jelenic, 36enne di origine croata, fuggito e poi fermato dopo il delitto. L'uomo, che resterà in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip del Tribunale di Brescia. Non ha reso dichiarazioni spontanee ma, come detto dalla sua avvocata d’ufficio, Luisella Savoldi, "valuterà se riservarsi di parlare con il magistrato titolare dell’inchiesta una volta a Bologna".
I tre secondi dell'omicidio sono stati calcolati sulla base del tempo trascorso tra la fuoriuscita e il rientro dell'indagato nel raggio di azione della telecamera che lo ha ripreso nella stradina che collega il piazzale Ovest al parcheggio della stazione di Bologna. La circostanza, ricostruita dalle indagini della squadra mobile bolognese e della Procura, è stata sottolineata dalla Gip di Brescia Valeria Rey. Le immagini non mostrano direttamente l’accoltellamento, avvenuto in un’area non coperta dalle telecamere, ma indicano che l’unica persona presente accanto alla vittima al momento dell’aggressione era proprio Jelenic.
Il 36enne croato seguiva il capotreno tenendo una birra in lattina tra le mani, accelerando il passo. Successivamente le immagini lo mostrano mentre torna indietro velocemente, voltandosi più volte. La vittima è stata colpita con un solo fendente alla schiena, un elemento che rende poco plausibile l’ipotesi di un aggressore proveniente dal senso opposto. Secondo la giudice, il coinvolgimento di Jelenic rappresenta l’unica spiegazione logica dell’insieme degli indizi. Per altro, l'arma del delitto è un coltello della stessa marca dei due sequestrati all'indagato al momento del fermo e presumibilmente sporco di sangue. Si attendono ancora i risultati delle analisi sul sangue che l'uomo aveva su una scarpa (sempre quando è stato bloccato a Desenzano del Garda) e se le suole corrispondano alle impronte su una chiazza trovata vicino al luogo del delitto. Nei prossimi giorni Jelenic sarà trasferito al carcere bolognese della Dozza da Brescia, dal momento che martedì è stato arrestato a Desenzano del Garda.