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L'omicidio di Niccolò Ciatti in Spagna

Niccolò Ciatti, l’omicida condannato è ancora latitante. I genitori: “La Spagna non lo cerca nemmeno”

Il dolore dei genitori di Niccolò Ciatti, il 22enne ucciso a calci e pugni nell’agosto del 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, durante la vacanza in Spagna. Dopo una complessa vicenda giudiziaria tra Spagna e Italia, l’unico condannato, il ceceno Rassoul Bissoultanov, è latitante.
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A cura di Antonio Palma
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Niccolò Ciatti e Rassoul Bissoultanov
Niccolò Ciatti e Rassoul Bissoultanov
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L'omicidio di Niccolò Ciatti in Spagna

“Vediamo che va sempre tutto nel verso sbagliato, l’Italia che lo ha scarcerato, la Spagna che gli ha dato 15 anni, per avere una sentenza ci è voluto un mese durante il quale Bissoultanov ha avuto il tempo di scappare. A me sembra ci sia una lotta tra Spagna e Italia ma chi rimette siamo noi, la famiglia”, solo le parole di dolore della mamma di Niccolò Ciatti, il 22enne ucciso a calci e pugni nell’agosto del 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, durante la vacanza in Spagna, e per la cui morte nessuno ha ancora pagato.

“Servirebbe più collaborazione per trovare il fuggitivo” ha aggiunto la donna a “Chi L’ha visto?”, riferendosi alla latitanza dell’unico condannato per il pestaggio mortale del figlio, il ceceno Rassoul Bissoultanov. “Da quello che sappiano noi, gli spagnoli non lo cercano nemmeno. In una dichiarazione tramite consolato italiano a Barcellona, hanno detto che se casualmente viene fermato durante dei controlli lo arrestano ma loro non lo vanno a cercare” ha dichiarato invece Luici Ciatti, aggiungendo: “È questo quello che noi non riusciamo a capire, questa mancanza di collaborazione con l’Italia. Spero che le nostre autorità possano dare l’impulso perché questo assassino venga cercato perché, volendo, si può trovare”.

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“Dopo sei anni ancora non siamo riusciti ad arrivare a un punto fermo, è assurdo. Noi lottiamo perché vogliamo giustizia per Niccolò, ma dovrebbe essere una cosa garantita a un cittadino. La cosa più brutta è che non puoi fare niente” ha aggiunto il padre del 22enne. “Solo grazie alla magistratura italiana, la Spagna si è mossa. Se consideriamo che Bissoultanov ha fatto quasi 4 anni di carcerazione preventiva senza processo e quando gli hanno dato la possibilità di saltare la firma settimanale, lo hanno preso in Germania e  solo grazie a un mandato di cattura italiano”, ha sottolineato il padre di Niccolò Ciatti, ricordando inoltre che la sentenza dei giudici spagnoli, molto più favorevole all'imputato, potrebbe prevalere su quella italiana che ha tempi più lunghi.

Bissoultanov infatti è stato condannato a 15 anni di carcere in Spagna e a 23 anni in Italia ma è fuggitivo e latitante, mentre l’amico che ha partecipato al pestaggio è stato assolto in Spagna. Dunque a quasi sei anni da quei terribili momenti nessuno ha pagato per aver tolto la vita a Niccolò Ciatti. Una vicenda giudiziaria lunga e intricata che acuisce il dolore di una famiglia e dei genitori che hanno perso il proprio figlio.

Dopo la fuga dalla Spagna e l’arresto in Germania, Bissoultanov era stato estradato ma la magistratura italiana ha deciso di scarcerarlo per un cavillo sulla giurisdizione e così l’uomo è tornato in Spagna dove è stato condannato in primo grado al minimo della pena nel giugno del 2022.

“Il giudice spagnolo ha detto che comprendeva il dolore dei familiari ma non poteva dare una pena più alta perché se dava 25 anni per questo delitto per altri delitti non sapeva cosa Dare. Come se esistesse un delitto più grave di quello che ha portato alla morte di Niccolò. Una cosa che non esiste perché a un ragazzo di 22 anni non gli puoi togliere la vita in questa maniera” ha dichiarato papà Luigi Ciatti, aggiungendo: “Tra la condanna e l’udienza successiva è passato un mese e lui ha avuto tutto il tempo per organizzarsi fuggire”.

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