Neonati sepolti a Parma, la difesa della mamma chiede l’assoluzione: “Anche lei è vittima”

La difesa di Chiara ha chiesto l'assoluzione dall'accusa di omicidio premeditato e soppressione dei corpi dei suoi due bambini. Durante l'arringa difensiva, l'avvocato Nicola Tria ha sottolineato che "anche Chiara è una vittima".
Per la 22enne, la Procura di Parma ha chiesto 26 anni di reclusione. Secondo l'accusa, la giovane avrebbe partorito i suoi bambini in segreto e poi li avrebbe uccisi e seppelliti nel giardino della sua villetta di Traversetolo, e lo avrebbe fatto per non ricorrere all'interruzione di gravidanza e per non dire nulla all'ormai ex fidanzato. Ciò sarebbe successo una prima volta nel maggio 2023 e poi nell'agosto 2024.
Una ricostruzione che la difesa però rigetta sostenendo l'incapacità mentale della giovane, come ha chiarito il suo legale al termine dell'udienza: "Sulla base della consulenza di parte si ritiene che ci sia vizio di mente, e che sia stato determinante". E aggiunge: "Bisogna guardare a questa vicenda considerando che anche Chiara è una vittima, che sia vittima di una psicopatologia, come noi riteniamo, o di quello che è accaduto, o dei disturbi del funzionamento psichico. Anche chi ha ritenuto di non ravvisare un vizio di mente, ha riconosciuto un disturbo nel funzionamento mentale di Chiara".
Inoltre, l'avvocato ritiene che uno dei due infanticidi contestati non sarebbe mai avvenuto perché il bambino sarebbe nato morto: "Credo che, in relazione all'episodio del maggio 2023, il neonato sia morto prima del parto, e per questo abbiamo chiesto l'assoluzione dal reato dell'omicidio". In ogni caso, per Tria, il comportamento della sua assistita non sarebbe stato doloso né premeditato.