E' destinata a far discutere la decisione del Comune di Solesino di armare i propri vigili urbani. No, non parliamo della pistola elettrica taser, che in virtù del decreto sicurezza bis potrà essere assegnata anche alla polizia municipale, bensì di un'arma potenzialmente letale come una pistola mitragliatrice corredata di un giubbotto antiproiettile. Grazie a un investimento tra i 4mila e i 5mila euro, i cinque agenti di polizia locale saranno muniti di una pistola semiautomatica Glock calibro 9X21 (che con l'innesto di un braccio assume l'aspetto di una mitraglietta) e di due giubbotti antiproiettile. "Come promesso in campagna elettorale, la nostra intenzione è garantire maggiore sicurezza in paese, combattendo la microcriminalità", ha dichiarato il sindaco Elvy Bentani – esponente di Fratelli D'Italia – a Il Gazzettino.

Solesino, cittadina a una trentina di chilometri da Padova con una popolazione di poco più di 7mila abitanti, non è stata protagonista di recente di fatti di cronaca eclatanti né le cronache giornalistiche documentano faide criminali in strada. Ciononostante il consiglio comunale ha deciso di dare il via libera all'acquisto delle pistole-mitragliette per i vigili urbani, che a questo punto dovranno essere anche addestrati ad ingaggiare un conflitto a fuoco se necessario. "Li voglio più operativi e devo garantire la loro incolumità", ha spiegato il sindaco, eletto in una lista civica di centrodestra, proponendo in Consiglio di sostenere la spesa  per gli agenti di polizia municipale, a seguito delle tre lettere minatorie con tanto di proiettile arrivate in Comune (una a lui destinata) e all'aggressione subita in casa da un'anziana.