La Direzione Distrettuale Antimafia di Torino ha aperto un'inchiesta sulle elezioni regionali in Val D'Aosta del 2018: gli inquirenti ipotizzano il reato di corruzione elettorale e a condurre le indagini sono stati i carabinieri di Aosta, che hanno monitorato alcuni candidati e i contatti che avevano con esponenti della comunità calabrese che vive in Valle d'Aosta, alcuni dei quali coinvolti nell'inchiesta Geenna che nel gennaio scorso ha portato a 17 arresti.

Le indagini sono state ordinate analizzando le carte del processo sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Valle D'Aosta. Nei giorni scorsi la Procura ha depositato nuovi documenti: quasi 800 pagine di approfondimenti dei carabinieri del Ros che riguardano anche le elezioni regionali in Valle D'Aosta dello scorso anno. Gli imputati sono complessivamente 19: tra gli altri ci sono il boss Bruno Nirta (detto ‘La bestia'), referente della cosca Nirta-Scalzone di San Luca, il consigliere regionale Marco Sorbara (eletto nelle fila dell'Union Valdotaine), Monica Carcea, l'assessore di un piccolo comune alle porte di Aosta e l'avvocato torinese Carlo Maria Romeo. Gli imputati sono a vario titolo accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione tentata e consumata, traffico di droga, detenzione e ricettazione di armi, tentato scambio elettorale politico-mafioso. La Regione Valle D'Aosta, il Comune di Aosta, il Comune di Saint Pierre e l'associazione Libera i costituiranno parte civile.

Raffaele Della Valle, avvocato di Marco  Sorbara, consigliere regionale tra gli imputati e nel processo per le infiltrazioni della ‘Ndrangheta, ha dichiarato: "Pare, da indiscrezioni, che Antonio Fosson, presidente della Valle D'Aosta sia indicato dalle nuove attività investigative come beneficiario in termini elettorali della locale di Aosta"."Noi non crediamo al coinvolgimento di Fosson. Per questo voglio avere il tempo di leggere le carte".