Nasce prematuro a meno di 6 mesi: “Pesava solo 800 grammi, tornare a casa con lui è un’esplosione di emozioni”

"Quando l'abbiamo preso in braccio per la prima volta era ancora attaccato alle macchine. Quando poi abbiamo saputo che l'avremmo potuto portare a casa è stato come sentire una bomba atomica di emozioni esplodere dentro di noi". A parlare a Fanpage.it sono Gianluca Sturiale, 33 anni, e Cristina Lo Giudice, 31, i genitori del piccolo Lorenzo, il bimbo nato prematuro di appena 25 settimane, pari a 6 mesi di gestazione, all'ospedale Martino di Messina.
Il piccolo Lorenzo alla nascita pesava appena 800 grammi, e le sue chance di sopravvivenza erano bassissime: "Sapere che sarebbe nato prematuro è stata una notizia abbastanza sconvolgente – spiega Cristina – perché non sapevo cosa sarebbe successo, e in quel momento ho provato molta paura".

Ad accompagnare i genitori in questo percorso è stata l'équipe dell'unità operativa complessa di patologia e Tin dell'azienda ospedaliera universitaria Martino di Messina. "Un neonato è considerato prematuro quando nasce prima della 37° settimana, e avviene nel 7-10% delle nascite. A 25 settimane si parla di estrema prematurità, sono gli early preterm – spiega a Fanpage.it la direttrice del Tin Eloisa Gitto – In questi casi subentra un'immaturità multiorganica che nell'immediato comporta un maggiore rischio per la vita e successivamente per la qualità della vita. Si tratta di casi molto rari".
I rischi per la vita di Lorenzo erano molti, così come le preoccupazioni dei suoi giovani genitori: "Per noi è il primo figlio, e il primo nipote per i nostri genitori. È tutto. Avere la notizia che sarebbe nato così prematuro ci ha scossi perché non sapevamo cosa aspettarci".
Lorenzo è nato il 13 ottobre 2025 e per settimane Cristina e Gianluca non hanno saputo che cosa sarebbe successo. "Quel giorno l'ho visto un'ora dopo la nascita – ricorda il papà – vederlo in quello stato mi ha segnato per la vita: era molto piccolo, intubato, aveva gli occhi rossi completamente fuori, ed era di un colorito violaceo, quasi nero. Un'immagine che resterà impressa dentro di me per sempre".
Da quel momento è iniziato il lungo percorso di cura del piccolo Lorenzo, legato alle particolarità della sua situazione, come ricorda la dottoressa Gitto: "È stato necessario procedere chirurgicamente con la chiusura del dotto di Botallo: un vaso sanguigno che collega l'arteria polmonare all'aorta durante la vita fetale e che in genere si chiude in modo spontaneo entro alcuni giorni, ma nel caso dei prematuri non avviene".
Il 25 dicembre, giorno di Natale, la famiglia è stata informata che avrebbe finalmente potuto portare Lorenzo a casa. Le dimissioni ci sono state il 29 dicembre, ma successivamente è stato ricoverato un altro mese fino al 6 febbraio.
"Siamo molto contenti perché il bambino ha la prospettiva di avere una buona qualità della vita, è un successo perché nonostante la grande prematurità e il lungo percorso di terapia, abbiamo consegnato ai genitori un bimbo che può avere una vita felice", conclude Gitto.
Adesso per Cristina e Gianluca può aprirsi un nuovo capitolo della vita. "Continueremo a essere seguiti da Tin, ma la gioia di avere Lorenzo a casa con noi è immensa. Ringraziamo ogni singolo componente del team per quello che hanno fatto e stanno continuando a fare per noi".