Morti sospette in ambulanza a Forlì, Luca Spada intercettato: “Soffrivano troppo, giusto vadano davanti a Dio”

Era già nel mirino dei carabinieri il soccorritore di ambulanza Luca Spada quando la 85enne Deanna Mambelli che lui stava trasportando in ospedale è morta in ambulanza aggravando la sua posizione. Il 27enne operatore della Croce Rossa di Forlì, arrestato ieri proprio con l’accusa di omicidio volontario dell’anziana donna, aggravato dalla premeditazione, infatti era già stato segnalato da alcuni operatori suoi colleghi per alcune anomalie e decessi improvvisi di diversi pazienti quando lui era in turno nei trasporti non urgenti degli ammalati. Per questo era intercettato dagli inquirenti che in alcune conversazioni hanno registrato frasi che ora, alla luce degli sviluppi investigativi, appaiono inquietanti.
“Questi poveri vecchietti soffrono troppo… è giusto che vadano davanti al Buon Dio” è una delle frasi captate dagli investigatori durante una conversazione del 27enne che era sotto controllo e ora finita nel fascicolo a suo carico come rivela Il Resto del Carlino. Frasi catturare da una intercettazione ambientale mentre l’indagato era al telefono con qualcuno che conosceva. “Mi è piaciuto molto farlo… Anzi lo devo rifare al più presto” sarebbero altre frasi captate il cui senso però al momento non è chiaro.
Si tratta di elementi indiziari che hanno spinto gli inquirenti a far scattare subito l’autopsia sulla 85enne morta nel novembre scorso dalla quale è emerso un decesso non naturale. Proprio i risultati dell’esame post mortem, infatti, sono stati decisivi nello spingere i pm e il gip a disporre l’arresto dell’uomo. Per il medico legale l’anziana è deceduta per una embolia gassosa causata da una azione esterna come una iniezione d’aria.
Il 27enne, che si professa innocente, resta indagato anche per gli altri casi sospetti di morte in ambulanza. Sarebbero oltre una decina i casi di morti sospette avvenute in pochi mesi nel 2025. Si tratta di pazienti anziani, spesso fragili e affetti da patologie pregresse ma che non erano in pericolo immediato di vita.
“Non c’entro nulla, è solo sfortuna. Erano persone molto anziane e malate” aveva raccontato il giovane. “Due pazienti sono morti in ambulanza e tre successivamente, uno anche a distanza di dieci giorni dal trasporto. E stiamo parlando di malati terminali, tutti i trasferimenti che ho fatto erano da un ospedale all’altro. Nessuno proveniva da una Rsa o dal suo domicilio" aveva detto Spada dopo essere stato sospeso e aver saputo dell'inchiesta.
“Ci sono sempre due persone in ambulanza. E in uno degli episodi che mi contestano io ero alla guida” aveva aggiunto Luca Spada prima dell’arresto ma l'avvocato dei familiari dell'ultima vittima aveva replicato: “Non si trovava sull'ambulanza per un'emergenza medica ma solo per essere trasportata in una casa di cura per effettuare una terapia”.