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Morì dopo mesi di coma per complicanze dell’anestesia: maxi risarcimento da 1,5 milioni di euro per gli eredi

Disposto un risarcimento da 1,5 milioni di euro per gli eredi di un uomo deceduto per complicanze legate all’anestesia. Il paziente si era sottoposto a un’operazione per rimuovere un tumore benigno alla testa, nel luglio 2009 era morto dopo mesi di coma.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Si sottopose a un intervento per la rimozione di un tumore benigno alla testa ma durante l'operazione insorsero complicanze legate all’anestesia. A seguito di un'ischemia cerebrale, il paziente morì l'8 luglio 2009 dopo essere rimasto in coma per sette mesi.

Ora il tribunale civile di Pisa ha disposto un risarcimento da 1,5 milioni di euro per gli eredi, figli e nipoti, dell'uomo deceduto, un pensionato di Torre del Lago (provincia di Lucca). Il decesso del paziente avvenne all'ospedale ‘Versilia' a Lido di Camaiore.

Secondo quanto è stato ricostruito dal quotidiano Il Tirreno, l'operazione per la rimozione del tumore, a cui il paziente si era sottoposto nel dicembre 2008 e durata 5 ore, ebbe esiti positivi, ma successivamente sopraggiunse un'ischemia cerebrale che porto al decesso del paziente dopo lunghi mesi di coma e sofferenze.

Il processo penale a carico dell’anestesista dell’Aoup che si occupò del pensionato si è chiuso con la prescrizione in primo grado per il reato di omissione di atti d’ufficio dovuto all’occultamento della cartella clinica e in appello anche per l’omicidio colposo.

Adesso è arrivata la condanna dell’Azienda ospedaliera e per alcune posizioni anche del medico, a risarcire gli eredi della vittima dell’errore sanitario. In precedenza fu assegnata in sentenza una provvisionale da 80mila euro per i familiari del deceduto.

Ora è stato definito a livello civilistico l'importo effettivo del risarcimento. Nella vicenda era stato indagato anche il neurochirurgo che eseguì l'intervento ma il giudice per le indagini preliminari archiviò la sua posizione perché emerse che l'operazione fu condotta in modo corretto. 

"Appare evidente una condotta gravemente colposa del dottore sotto il profilo della negligenza.– si legge invece nella sentenza relativa all'anestesista – Le contestazioni senza dubbio consentono di superare il limite della colpa grave, essendo evidente la divergenza tra la condotta del medico e la condotta che era necessario attendersi sulla base della regola cautelare da un soggetto specialista in materia e di rilevante esperienza".

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