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Covid 19
12 Febbraio 2021
14:05

Monitoraggio Iss, l’epidemia peggiora: l’Rt nazionale è salito a 0,95

Sale a 0,95 l’Rt nazionale dallo 0,84 della scorsa settimana. Il dato emerge dal monitoraggio Iss-Ministero Salute. Attesa per il cambio di colore delle regioni. Probabile passaggio dell’Umbria e in zona rossa. A forte rischio anche la provincia di Bolzano. Probabile l’ingresso di Abruzzo, Liguria e Toscana in area arancione.
A cura di Biagio Chiariello
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In Italia la situazione epidemiologica sta peggiorando. Il segnale, secondo gli esperti, arriva già dall’aumento dell’indice Rt nazionale, salito a 0,95 da 0,84 delle settimane passate. Il dato è emerso dall'ultimo rapporto col monitoraggio settimanale realizzato da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute sullo sviluppo dell'epidemia da Coronavirus nel nostro Paese. E per diverse regioni oggi potrebbe scattare il passaggio nella fascia di rischio più alta.

Le regioni a rischio

In particolare, una Regione (Umbria) e una PA (Bolzano) hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Sono dieci (contro 11 la settimana precedente) le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nove con rischio basso. Sette Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

La situazione dell'Umbria

In particolare l’Umbria, in emergenza per le varianti, deve far fronte anche alla pressione  sugli ospedali. Il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva si attesta sul 57%. È il più alto d’Italia. Altre due regioni, insieme alle Province Autonome di Bolzano (36%) e Trento (32%), hanno un valore che supera la soglia limite. Si tratta di Friuli Venezia Giulia (38%) e Marche(32%). Ecco le percentuali nelle altre regioni, aggiornate all’11 febbraio – dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: Abruzzo 28%, Basilicata 6%, Calabria 16%, Campania 18%, Emilia Romagna 24%, Lazio 27%, Liguria 29%, Lombardia 29%, Molise 15%, Piemonte 24%, Puglia 29%, Sardegna 16%, Sicilia 20%, Toscana 22%, Valle d’Aosta 15%, Veneto 14%.

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