Mohamed e la speranza di diventare paleontologo in Italia: “Aiutatemi a fare il lavoro dei miei sogni”

Mohamed Messai ha 28 anni, ed è laureato in Scienze della Vita e della Terra con specializzazione in ecologia e ambiente. È un giovane paleontologo e vorrebbe che questo diventasse anche il suo lavoro, ma la Tunisia non offre possibilità di occupazione: “In Italia c'è un ambiente accademico molto sviluppato per la ricerca paleontologica. Non ho trovato soluzioni per il mio futuro nel mio Paese, e i miei genitori lo sanno, quindi non sono contrari all'idea che io emigri”.
Per questo lancia un appello rivolto agli istituti di ricerca italiani: “Aiutatemi a fare il lavoro dei miei sogni e per il quale ho studiato. In questo momento trovare un lavoro per aiutare la mia famiglia è una priorità. Posso candidarmi per un dottorato, anche se so che la competizione è molto dura".
"Vivo in un'area industriale, da sempre dedico la mia vita alla ricerca ambientale"
Mohamed vive a Gafsa, una grande città della Tunisia centro-occidentale dove il padre per lungo tempo ha gestito un negozio di alimentari in un'area rurale. Non è un caso che una persona che è nata qui come Mohamed abbia dedicato la vita alla ricerca ambientale: a Gafsa si trova infatti uno dei comparti economici più importanti e strategici della Tunisia, quello dell'estrazione dei fosfati. Si tratta di composti naturalmente presenti nel sottosuolo, utilizzati soprattutto per la produzione di fertilizzanti per l'agricoltura. Questa industria si colloca al terzo posto dopo tessile e turismo nell'economia del Paese e rappresenta il 15% di tutte le esportazioni.
A marzo di quest'anno, il governo ha annunciato di voler aumentare l'estrazione di fosfati nell'area di cinque volte, portandola a 14 milioni di tonnellate nel 2030. Un investimento che gli abitanti della regione pagano a caro prezzo, come sa bene Mohamed che conosce i dati sia come cittadino che come ricercatore: "Decenni di estrazione intensiva hanno portato a un significativo degrado ambientale, tra cui la contaminazione dell'aria, dell'acqua e del suolo, con gravi rischi per la salute associati all'esposizione a metalli pesanti. Questa situazione ha avuto un impatto significativo sulle mie decisioni accademiche e ha plasmato la mia dedizione, che dura da una vita, al controllo dell'inquinamento, alla tutela ambientale e al progresso di uno sviluppo sostenibile che trovi un equilibrio tra il soddisfacimento delle esigenze economiche e il mantenimento di un'elevata qualità della vita".
Gli impianti statali per la lavorazione dei fosfati impiegano decine di migliaia di persone, distribuite principalmente a Gafsa e nelle vicine Gabès e Sfax. Ma per chi non lavora nella trasformazione dei fosfati i livelli occupazionali calano decisamente. La disoccupazione in Tunisia è arrivata al 15,4% nel terzo trimestre del 2025, ma per i giovani laureati è ancora più alta: circa il 24,9 %. Per fare un confronto: l'Italia è fanalino di coda in Europa con una tasso di disoccupazione del 6%. Una situazione che spinge migliaia dei nostri giovani più brillanti a emigrare.
Lo stesso sta facendo Mohamed che da sempre guarda all'estero: "Nel gennaio 2020, ho concluso un tirocinio sul campo con un team di ricerca dell'Università di Uppsala (in Svezia n.d.r.) nell'ambito del progetto Gafsa Basin Sharks. Questa ricerca si è concentrata sullo studio dei denti di squalo e di altri fossili di vertebrati, tra cui resti di coccodrilli e tartarughe, conservati negli strati di fosfato della cava di Kef Edour, a Metlaoui. Grazie a questa esperienza, ho scoperto il rigore metodologico della ricerca sul campo, che include lo scavo di fossili, la documentazione e l'analisi scientifica in un'area di straordinaria ricchezza paleontologica".
Questa esperienza gli ha finalmente aperto le porte della ricerca a casa sua, ma dopo tutto si è arenato: "Il comune di Metlaoui ha concesso al nostro team l'accesso esclusivo al museo locale, che all'epoca era chiuso al pubblico. Durante la visita, ho avuto la fortuna di vedere fossili estremamente ben conservati e molto diversi tra loro, e persino resti di dinosauro che non avevo mai visto prima. Questo incontro ha segnato una svolta significativa nella mia carriera di scienziato".
Il sogno di Mohamed: lasciare la Tunisia per diventare paleontologo in Italia
In Tunisia si trova una delle aree più ricche di fossili di vertebrati dell’Africa del Cretaceo come squali, pesci ossei, tartarughe, crocodiliformi, pterosauri e dinosauri. Si tratta di un patrimonio di straordinaria ricchezza culturale, che però offre pochi sbocchi in termini occupazionali. Ora che Mohamed ha 28 anni quello che cerca non è una borsa di ricerca, ma la possibilità di vivere degli studi che ha già compiuto, un obiettivo che reputa impossibile nella sua Tunisia: "Credo fermamente che l'Italia sia il luogo in cui potrò realizzare le mie ambizioni scientifiche, offrire il mio contributo alla ricerca paleontologica e contribuire alla conservazione, allo studio e alla divulgazione del nostro comune patrimonio naturale. Desidero restituire questo bagaglio di conoscenze e competenze alla Tunisia e contribuire così al progresso scientifico e culturale del mio Paese e dell'Italia".
Uno scienziato in particolare si è guadagnato la stima di Mohamed: "Durante il mio studio sui fossili di dinosauro in Tunisia, sono rimasto particolarmente colpito dal lavoro del paleontologo italiano Federico Fanti, la cui ricerca a livello mondiale ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del settore. Le sue scoperte non solo hanno accresciuto il mio desiderio, ma mi hanno anche reso ancora più determinato a ottenere un'opportunità di studiare e fare ricerca in Italia".
Emigrare non è la scelta più comoda, ma Mohamed sente che è quella giusta per lui: "Sono figlio unico, mi dispiace lasciare i miei genitori, ma loro capiscono, conoscono le possibilità che ho qui, e quelle che avrei in Italia, per questo mi sostengono".