“Menù fisso 25 euro, compresa la cameriera”: il cartello di un bar a Pordenone accende la polemica

"Menù fisso 25 euro, compresa la cameriera": è il cartello all'ingresso del Bar Danilo a Fontanafredda, in provincia di Pordenone. Il bar non è nuovo a simili trovate sopra le righe, e se l'intento era quello di fare parlare di sé a ogni costo, allora la missione è compiuta. I riflettori che si sono accesi sul bar della cittadina, però, potrebbero togliere clienti piuttosto che portarne.
Il cartello infatti è stato giudicato sessista e offensivo e la foto sta facendo il giro dei social, scatenando una polemica che è arrivata a coinvolgere anche i sindacati, come riporta di Messaggero Veneto. "Siamo di fronte a un insulto alla dignità femminile: è un altro caso di sessismo contro le donne", ha detto Giuseppe Mancaniello, segretario Flc-Cgil.
Parole dure anche dalla ex consigliera di Pordenone, Sonia D'Aniello, che descrive il cartello come l'espressione di una "vecchia modalità patriarcale", più che come una goliardata, come qualcuno sta scrivendo in queste ore. "Quel cartello non è un’offesa, come dice la Cgil, è un affronto alle tante donne che in silenzio vivono la propria libertà – sottolinea – E’ una vergogna per tutti! Dietro quella frase c’è un mondo! Questo mondo che tratta ancora in questo modo le donne, oggetto di ‘svendita'. Siamo colpevoli tutti per la diseducazione che offriamo alle nuove generazioni".
Il proprietario del bar, Danilo Rovere, da qualche anno lo ha affittato e la gestione è passata ad altri, ma avrebbe messo un veto sui cartelli, che ritiene "puro umorismo", e non offensivi. Anzi, come sottolinea al quotidiano, "non facciamo nemmeno da mangiare, ma da quando c’è quell’insegna qualche camionista di passaggio si è fermato a chiedere informazioni". Nel bar ci sono altri cartelli, sempre dal contenuto più o meno goliardico, come quello che recita "locale riscaldato (da giugno ad agosto)".
La polemica arriva pochi giorni dopo una analoga. Una gelateria di Catania ha esposto nel banco un nuovo gusto, cioccolato rosa e pistacchio, ribattezzato "pistacchio gay". Episodio immediatamente stigmatizzato dalla comunità LGBTQIA+.