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25 Giugno 2011
11:31

Melania Rea: Salvatore Parolisi non risponde alle domande degli inquirenti

Nulla di nuovo per quanto riguarda il delitto di Melania Rea: durante l’interrogatorio Salvatore Parolisi, marito della donna e unico indagato per il suo omicidio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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moglie Salvatore Parolisi

Mancavano pochi minuti alle 16.30 quando Salvatore Parolisi è arrivato al Palazzo di Giustizia di Ascoli Piceno. Ad attenderlo, oltre ad una folla di curiosi e giornalisti, c'erano i due sostituti procuratori della Repubblica, Monti e Picardi, per uno degli appuntamenti più importanti da quando il 18 aprile scorso, Melania Rea è sparita. La giovane mamma di Somma Vesuviana, trasferitasi a Folignano per stare vicino al marito, era stata ritrovata senza vita due giorni dopo nel bosco delle Casermette.

Chi ha ucciso Carmela Melania Rea?

Quando sono passati due mesi dal delitto, l'unico iscritto nel registro degli indagati è proprio lui, Salvatore Parolisi, quel marito che Melania amava tanto. Dopo essere stato ascoltato diverse volte come persona informata sui fatti, ieri per Parolisi è stata la volta del primo interrogatorio da indagato. Alla vigilia del colloquio in molti scommettevano che il caporal maggiore non avrebbe risposto alle domande dei pm e, in effetti, così è stato. Nei giorni precedenti aveva detto "la verità verrà fuori": verrà fuori perché lui non ha dichiarato nulla. Due ore dopo essere arrivato, Parolisi ha lasciato la Procura avvalendosi della facoltà di non rispondere. Uno dei suoi legali Walter Biscotti ha argomentato con queste parole la decisione del suo assistito:

Parolisi è stato già ascoltato in tre occasioni come persona informata dei fatti, per quaranta ore complessive. Tutto quello che doveva dire l’ha detto. Ma siccome il quadro accusatorio resta ancora molto fluido, aspettiamo che si chiarisca. E poi saremo noi a farci avanti, a chiedere di essere di nuovo ascoltati.

Per "l'evento", secondo quanto scrive Il Messaggero, erano state preparate addirittura tre stanze: una per l'interrogatorio, che sarebbe partito probabilmente dalle testimonianze di trenta persone che negano di aver visto Melania a Colle San marco; una con i fascicoli dell'inchiesta per confrontare in diretta le sue affermazioni e l'altra dove sarebbero stati proiettati foto e video del delitto della moglie. Difficile sapere come mai Parolisi sia uscito dal palazzo di Giustizia soltanto due ore dopo.

Ad ogni modo vane sono state le richieste della famiglia Rea di raccontare la verità su quanto era successo quel 18 aprile, e tanta è stata la delusione quando si è diffusa la notizia che Parolisi aveva preferito restare chiuso nel suo silenzio. Il padre di Melania, Gennaro Rea, ha sempre affermato che, se Melania è stata uccisa, è perché il caporal maggiore non l'ha difesa abbastanza. I sentimenti e l'amarezza dei Rea sono ben riassunti nelle parole dell'avvocato Gionni, che assiste la famiglia di Melania come parte civile: "Una scelta giuridicamente ineccepibile, ma umanamente incomprensibile."

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