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Medico va in pensione e distrugge telefono a mazzate: “Reperibilità incubo e pazienti incontentabili”

“Sono arrivato a lavorare 16 ore al giorno, dormendo poco la notte” ha raccontato il medico reggiano che, dopo quaranta anni di disponibilità verso i suoi pazienti che tutti ammettono, ha deciso di dire stop: “La pandemia ha cambiato le persone in peggio”.
A cura di Antonio Palma
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La reperibilità era diventata un incubo con pazienti sempre meno pazienti per i quali il nostro lavoro non bastava mai", così il dottor Ugo Gaiani ha spiegato la motivazione dietro al singolare gesto che lo ha visto protagonista in occasione dell’ultimo giorno di lavoro prima della pensione: distruggere il telefono dell’ambulatorio a mazzate in pubblico. Il gesto venerdì scorso con l’addio alla professione dopo 39 anni di lavoro e la festicciola tra amici, famigliari e gli stessi pazienti a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia.

Un gesto simbolico ovviamente ma anche ben meditato e studiato dal dottore che così ha voluto sfogare alcune sue frustrazioni e lo stress dovuto alla professione. “L’ho fatto perché negli ultimi anni la reperibilità era diventata un incubo, dallo stress a tanti problemi che hanno influito sulla mia condizione generale" ha raccontato infatti lo stesso medico a il Resto del Carlino. Un gesto che ha sancito la chiusura della sua carriera da medico di base ma che il dottore ha voluto condividere con tutti.

Il dottor Ugo Gaiani
Il dottor Ugo Gaiani

Non un atto solitario, infatti, ma un passaggio che ha voluto condividere con tante persone facendo preparare un rinfresco e invitando tutti a parteciparvi per il suo ultimo giorno di lavoro. Visto il carattere socievole del medico e la festa, molti si aspettavano qualche gesto a sorpresa ma in pochi potevano pensare che si sarebbe presentato armato di mazza da baseball per distruggere il telefono di lavoro. Un apparecchio che per decenni ha significato il contatto diretto tra lui e i pazienti e che, per sua stessa ammissione, negli ultimi anni aveva iniziato a pesargli non poco.

“Un oggetto indispensabile, ma che negli ultimi anni è diventato una specie di incubo. Sono arrivato a lavorare 16 ore al giorno, dormendo poco la notte” ha raccontato il medico, rivelando che la parte peggiore è arrivata non con la pandemia e il lockdown ma con il post Covid. “La gente in generale è diventata più cattiva, più maleducata. Molti rapporti si sono incrinati, l'emergenza sanitaria ha cambiato le persone. In peggio. Pazienti sempre meno pazienti, il nostro lavoro non bastava mai" ha dichiarato il dottor Ugo Gaiani.

Motivazioni che però non cancellano quasi quaranta anni di disponibilità verso i suoi pazienti che tutti ammettono. "Una grandissima persona sempre gentile, cordiale e disponibile" ricordano unanimemente i suoi pazienti. "In 30 anni Ugo è sempre stato disponibilissimo. Quando chiamavi ed era impegnato aspettava che l'ultimo paziente fosse andato via e richiamava tutti uno per uno, il telefono era un simbolo" ha raccontato un altro paziente. Apprezzamenti condivisi anche dai colleghi, come ricorda uno di loro: "A noi del Pronto soccorso mancherai, quando arrivava un tuo paziente da noi sapevamo che tutto quello che avresti potuto fare fuori dall'ospedale era stato fatto".

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