Mara Favro, si decide sull’archiviazione. La famiglia: “Troppe contraddizioni, non si sarebbe mai suicidata”

Sono trascorsi quasi due anni dalla scomparsa e dalla morte di Mara Favro, la donna sparita nel nulla in Valle di Susa tra il 7 e l'8 marzo 2024, e il prossimo 14 gennaio si discuterà davanti al tribunale di Torino la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. L'udienza si terrà a porte chiuse e vede l'opposizione dei familiari di Favro tramite il legale Roberto Saraniti.
Secondo la Procura, Mara Favro si sarebbe tolta la vita e la sua morte non sarebbe dunque collegabile all'ipotesi di omicidio, per la quale sono indagati Vincenzo Luca Milione, gestore della pizzeria in cui la donna lavorava, e l'ex pizzaiolo Cosimo Eposto. "Non ci sono elementi per sostenere un gesto volontario. – ha sottolineato in un'intervista a Fanpage.it Saraniti – Le considerazioni delle forze dell'ordine a nostro avviso sono una mera interpretazione che non tiene davvero conto dello stato di salute di Mara. Non si sarebbe mai tolta la vita, anche se in passato aveva avuto dei problemi. Era in un periodo di tranquillità, ma certo questa valutazione non basta: abbiamo elencato una serie di contraddizioni nelle parole degli indagati che da sole basterebbero a evidenziare la necessità di ulteriori indagini".
L'ex pizzaiolo Esposto avrebbe detto di aver accompagnato Mara Favro a Susa. Il suo cellulare avrebbe agganciato la cella telefonica del posto 3 o 4 minuti dopo la partenza dalla pizzeria. "Non è possibile che lui abbia percorso in 3 minuti quella strada – ha sottolineato Saraniti – e per questo vorremmo rivedere l'analisi dei tabulati telefonici. Ci sono da fare diverse considerazioni, molte delle quali di natura scientifica perché per esempio sugli indumenti di Mara è stato fatto molto poco. I Carabinieri sostengono che non si possano fare altri accertamenti, perché il materiale è esiguo e quindi andrebbero fatti nel contraddittorio delle parti".
"Secondo noi non è stato fatto tutto quello che si poteva per risolvere questo caso. Dal punto di vista tecnico per noi vi è stato un approccio superficiale. Secondo la Procura, Mara avrebbe percorso quella strada al freddo e a piedi con mille difficoltà dovute alla scarsa illuminazione per poi restare due ore da sola in un casolare abbandonato e togliersi la vita. Non ha senso dal punto di vista logico".
Non esistono tempi precisi per la decisione del giudice, che dopo l'udienza del 14 gennaio valuterà la posizione della difesa dei familiari di Mara Favro e la richiesta della Procura.