La firma di Samira El Attar è spuntata su un documento ritirato dal marito al Patronato, lo stesso giorno della scomparsa. Si tratta di un documento relativo al permesso di soggiorno che richiedeva la firma della 43enne di Stanghella, che però, quel giorno, non è stata vista al patronato. Il marito, infatti, è andato da solo a espletare quella formalità ma è ritornato con un documento firmato da Samira. È solo uno dei tanti buchi nella giornata del 21 ottobre, a Stanghella, in provincia di Padova, dove Samira è stata vista è l'ultima volta in sella alla sua bicicletta bianca, mai ritrovata, dopo aver accompagnato all'asilo la figlioletta. Proprio l'amore per quella bambina, secondo i vicini e gli amici è il motivo per cui Samira non può essersi allontanata, non senza la sua adorata figlioletta, afflitta da problemi di salute.

Sulla sua scomparsa, intanto, la Procura competente ha aperto un'indagine per sequestro di persona. Segno che neanche i magistrati credono che Samira se ne sia andata, ma al contrario ipotizzano che sia stata vittima di un gesto di violenza. Per questo i carabinieri del Ris sono andati nella casa dove la donna viveva con il marito e la bimba per cercare tracce di reato. Hanno trovato del sangue, ma si tratterebbe, come spiegato dal compagno della donna, di sangue del gallo. A Stanghella qualcuno sa, dicono i residenti, ma nessuno ha voluto farsi avanti. Secondo la ricostruzione di quel giorno fornita dai vicini, Samira sarebbe andata ad accompagnare la bimba a scuola e tornata regolarmente a casa, da dove poi sarebbe uscita per non tornare mai più. Il marito ha denunciato la scomparsa l'indomani, convinto, a detta sua, che la moglie fosse rimasta a lavorare come badante da un anziano.