Mamma e figlia morte a Campobasso, si ipotizza intossicazione chimica: “Dimesse in accordo con familiari”

“I sanitari hanno rispettato tutti i protocolli, le dimissioni di madre e figlia sono avvenute perché in presenza di sintomi aspecifici e condivise con i familiari”, così l'azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem) ha spiegato quando accaduto durante gli accessi a guardia medica e ospedale di Campobasso da parte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia 15enne decedute lo scorso weekend per una tossinfezione durante le feste di Natale la cui natura però resta ancora tutta da chiarire.
“Il personale medico e sanitario ha confermato di aver osservato le linee guida e le buone pratiche” ha dichiarato il direttore generale dell'azienda sanitaria, Giovanni Di Santo, aggiungendo: “Ad una prima valutazione, confermo che il percorso diagnostico è stato osservato, sarà poi in capo alla magistratura trarre le dovute conclusioni". Il riferimento è alle indagini della procura di Campobasso che indaga sull’assistenza ricevuta dalle due pazienti e ha iscritto per questo cinque sanitari sul registro degli indagati tra cui due della guardia medica e tre dell’ospedale tra cui anche due medici venezuelani.
“Tutte le azioni poste in essere nella presa in carico delle due pazienti sono coerenti con quello che prevedono le linee di indirizzo per la gestione in pronto soccorso di una sindrome gastrointestinale in assenza di una diagnosi certa” ha confermato anche la dottoressa Carmen Montanaro, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asrem.
Mamma e figlie morte a Campobasso, si ipotizza intossicazione chimica
Le cause che hanno determinato i decessi della ragazza di 15 anni e della mamma di Pietracatella al momento infatti restano ignote e potrebbe non trattarsi di infezione alimentare. “Potrebbe essere anche una intossicazione chimica, sicuramente potrebbe essere anche di altra natura e non solo da alimenti” ha tenuto a precisare infatti il direttore generale dell’azienda sanitaria molisana ipotizzano un contatto con sostanze chimiche.
Una possibilità che al momento sembra essere confermata dal fatto che ai pranzi di Vigilia e Natale hanno partecipato anche altre persone, tra cui alcuni soggetti fragili, che però non hanno accusato alcun sintomo mentre il pranzo del giorno precedente pare fosse a base di semplice pasta al pomodoro. Per avere certezze bisognerà quindi attendere i risultati dei vari esami come l'autopsia sulle salme che sarò condottia mercoledì, ma anche quelli clinici in corso anche allo Spallanzani di Roma dove è attualmente ricoverato il capofamiglia affetto dagli stessi sintomi.
Altri esami saranno effettuati infine sul cibo sequestrato in casa della famiglia tra cui "vongole, cozze, seppie, baccalà e funghi” come elencato dallo stesso direttore generale. Per quanto riguarda i funghi però si tratterebbe di “prodotti confezionati e certificati, consumati il 24 dicembre, dei semplici champignon" ha sottolineato Di Santo.