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10 Settembre 2020
16:24

L’uomo sta distruggendo il mondo: in 50 anni perso il 68% degli animali

L’allarme arriva dal report annuale del Wwf: solo nel 2020 il pianeta ha subito un calo medio di due terzi degli animali selvatici. I numeri arrivano in occasione della 75esima edizione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite: i leader mondiali si incontreranno (online) per discutere di ambiente.
A cura di Gabriella Mazzeo
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In 50 anni abbiamo perso il 68% della popolazione globale selvatica. A dirlo è il Wwf che ha pubblicato un rapporto dai numeri shock. Un danno, si legge, causato dalle nostre diete sbagliate non esattamente eco-friendly e dai continui sprechi. Il Living Planet Report, stilato ogni anno dal Wwf, ha registrato un calo medio di due terzi degli animali selvatici. "La crescente distruzione della natura da parte dell'umanità sta avendo impatti catastrofici sulla fauna selvatica e di conseguenza sulla salute umana" ha spiegato Marco Lambertini, direttore generale del Wwf Internazionale. "Il nostro ecosistema si sta deteriorando e il pianeta ci lancia dei segnali di allarme. Animali e piante fondamentali per la nostra produzione agricola, per esempio, stanno scomparendo".

Il Living Planet offre l'ennesimo spunto per i leader mondiali: quest'anno si riuniranno virtualmente per la 75esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questi dati, spiega ancora Lambertini, non potranno essere ignorati poiché il calo medio del 68% negli ultimi 50 anni chiede un intervento urgente. Senza un piano per invertire la rotta, si va verso l'estinzione sicura e la distruzione degli ecosistemi.

L'assemblea generale delle Nazioni Unite deve esaminare i progressi compiuti sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'agenda 2030, l'accordo di Parigi sul clima e la Convenzione sulla diversità biologica. Molto di ciò che è stato fatto ha risentito anche della pandemia da Coronavirus che ha nuovamente acceso i riflettori su plastica e materiali usa e getta. Secondo Lambertini, i leader mondiali dovranno fare riferimento al modello "behind the curve" che prevede la conservazione dell'attuale patrimonio rimasto e la creazione di un sistema alimentare più sostenibile, eliminando gli sprechi. L'attuazione di misure utili a modificare le abitudini della popolazione mondiale consentirà alla Terra di alleggerire le pressioni sugli habitat della fauna selvatica, invertendo così i trend negativi. "Solo con una produzione ecologicamente sostenibile possiamo eliminare la deforestazione – spiega ancora Lambertini – che è una delle principali cause del declino della fauna selvatica".

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