L'ospedale Covid di Civitanova Marche, la cosiddetta "astronave" costata 12 milioni di euro e voluta dalla Regione Marche per affrontare l'emergenza coronavirus, chiuderà domani, 5 giugno. Ad oggi infatti la struttura, allestita su un'area di 5.436 metri quadrati alla Fiera di Civitanova Marche, ospita un solo paziente su 84 posti letto disponibili (42 di terapia intensiva e altrettanti di semi-intensiva). L'uomo è risultato negativo ai due tamponi ai quali è stato sottoposto e domani mattina verrà trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale da cui proveniva, quello di Camerino: qui trascorrerà gli ultimi giorni di degenza sotto osservazione prima di essere dimesso. A prendersi cura di lui fino ad oggi sono stati almeno un medico, due infermieri e un Oss per ciascuno dei tre turni lavorativi (mattina, pomeriggio e sera): dodici operatori sanitari al giorno sottratti agli altri ospedali del territorio per badare a un solo paziente, ai quali vanno aggiunti addetti delle pulizie, tecnici e altre maestranze necessarie per far funzionare correttamente l'"astronave".

Chiude il covid hospital di Civitanova Marche: in funzione poco più di 2 settimane

Per questo motivo non ci sono più ragioni per mantenere l'"astronave" aperta. Ad ammetterlo la Direzione Medica Ospedaliera dell'Area Vasta 3 (provincia di Macerata) che ha diramato una comunicazione ai sanitari: "Visto l'andamento dell'epidemia di covid-19 e il trasferimento  e il trasferimento dell'ultimo paziente dal covid hospital, ente fiera di Civitanova Marche, previsto per domani, venerdì 5 giugno, si sospendono tutte le attività in essere, compresi gli appalti e i noleggi, a partire dalle 20 del 5 giugno. Rimane operativa solo la ditta delle pulizie fino al ripristino della struttura pulita". Insomma, l'ospedale covid di Civitanova domani sera chiuderà dopo poco più di due settimane dalla sua inaugurazione.

L'ospedale covid: 12 milioni di euro per un solo paziente

Il covid center di Civitanova Marche è stato esplicitamente ispirato a quello di Milano e la Regione Marche l'ha realizzato coinvolgendo Guido Bertolaso, consulente anche della Regione Lombardia tornato appositamente in fretta e furia dall'Africa. La struttura è costata circa 12 milioni di euro, 5 dei quali sono stati donati dalla Banca d'Italia, e i fondi sono stati amministrati dall'Ordine dei Cavalieri di Malta tra non poche polemiche. L'inaugurazione è avvenuta il 16 maggio e da quel momento solo una manciata di persone affette da covid-19 è stata curata nell'"astronave". Ad oggi, secondo i dati comunicati dal Gores (Gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria), sono cinque i ricoverati nei reparti di terapia intensiva di tutta la regione: uno a Civitanova Marche (negativizzato), uno a Fermo e tre ad Ancona. I nuovi positivi, invece, sono tre e nessuno di loro è in condizioni critiche.

Medici e infermieri precettati per lavorare al covid hospital

L'apertura del covid hospital era stata accompagnata da non poche critiche: 232 anestesisti e rianimatori marchigiani (su un totale di circa 300) avevano cercato di convincere i vertici della regione a rinunciare alla "grande opera" per ragioni strettamente sanitarie: "Trasferire i pazienti critici Covid da ospedali sicuri, dove hanno ricevuto finora le cure necessarie, ad un ospedale che non sappiamo se possa rispettare i criteri di sicurezza adeguati in un periodo che ormai è palesemente al di fuori dell’emergenza data dal picco della epidemia, è da irresponsabili. Dopo aver fronteggiato la reale ondata covid senza esitazione e senza esserci sottratti alle nostre responsabilità, pur di fronte al rischio dato anche da frequenti pecche organizzative, riteniamo ingiusta nei nostri confronti la possibilità che, in mancanza di personale volontario, alcuni di noi possano essere costretti a lavorare al Covid-Fiera accampando una finta esigenza ‘emergenziale’ che sembra nascondere una reale necessità politica".

L'appello di medici, infermieri e Oss, per mesi osannati come eroi, è però rimasto inascoltato: non trovando un numero sufficiente di volontari disposti a trasferirsi a Civitanova Marche i vertici dell'Asur Marche hanno fatto ricorso alle precettazioni obbligando i medici, attraverso ordini di servizio, a lavorare nell'ospedale-fiera, struttura distante cinque chilometri dal "vero" ospedale più vicino. Per questo un rianimatore aveva parlato esplicitamente, in un'intervista a Fanpage.it, di lazzaretto: "Non mi sembra un'idea illuminata quella di realizzare un lazzaretto moderno; con dodici milioni di euro la Regione Marche avrebbe potuto potenziare le strutture sanitarie già esistenti, metterle in rete tra loro e magari recuperare alcuni degli ospedali chiusi negli ultimi anni". È la stessa opinione di centinaia di altri anestesisti rianimatori marchigiani che la Regione, tuttavia, ha preferito ignorare.