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12 Giugno 2022
16:43

Legato e incappucciato con un lenzuolo sporco di sangue, il mistero di Donato ucciso in casa sua

La vittima con tutta probabilità è stata percossa violentemente con calci e pugni. La Procura salentina ha aperto ufficialmente un fascicolo per omicidio volontario, anche se per ora a carico di ignoti.
A cura di Antonio Palma
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Si è trattato sicuramente di un efferato omicidio quello di cui è stato vittima Donato Montinaro, l’uomo di 76 anni trovato senza vita sabato mattina nella sua villetta alla periferia di Castrì, in provincia di Lecce, in circostanze decisamente insolite e tutte da chiarire. La Procura salentina ha aperto ufficialmente un fascicolo per omicidio volontario, anche se a carico di ignoti, affidando gli accertamenti ai reparti investigativi dei carabinieri e a quelli scientifici dell’Arma che in queste ore si stanno muovendo su più fronti

In attesa dei risultati dell’autopsia sul corpo del falegname in pensione, che accerterà l’esatta causa di morte, gli investigatori dell'Arma stano cercando di ricostruire la vita dell’uomo e i suoi recenti rapporti con altre persone con le quali potrebbe aver avuto dei dissidi.

L’ipotesi è che chi lo ha ucciso lo abbia prima aggredito, sottoponendolo a una sorta di tortura. Il sessantaseienne infatti aveva le mani legati con delle fascette da elettricista al tavolo di cucina della sua stessa casa e le gambe immobilizzate da nastro da imballaggio mentre la testa era incappucciata in un lenzuolo sporco di sangue e i pantaloni abbassati.

La vittima con tutta probabilità è stata percossa violentemente con calci e pugni e aveva evidenti ferite in particolare sul viso e in testa. Una scena che da subito è sembrata un'esecuzione anche perché l’altra pista inizialmente ipotizzabile, cioè quella della rapina finita male, è stata in poco tempo scartata visto che dalla casa della vittima non sarebbe stato portato via nulla e la porta di ingresso non ha segni di effrazione come se l’uomo avesse aperto regolarmente ai suoi aguzzini. Il delitto è avvenuto nella tarda serata di venerdì, perché fino alle 21 in casa vi erano alcuni parenti dell’uomo e anche la badante.

Il pensionato era vedovo da qualche anno e viveva in casa con la figlia 48enne, disabile grave, e si faceva aiutare da una badante. È stata proprio la donna, che si occupa delle pulizie della casa e della figlia della vittima, a scoprire il cadavere e ad allertare le forze dell’ordine. La donna è stata già ascoltata e dal suo racconto forse potrebbero emergere particolare utili alle indagini ma i carabinieri stanno vagliando anche eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo ma, vista la dinamica, si ipotizza una vendetta da cercare nel passato di Montinaro che aveva anche un vecchio precedente per tentata violenza sessuale.

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