Le ultime settimane della coppia morta in tenda, le accuse al Comune e la risposta: “Aveva alloggio gratuito”

Si difende il Comune di Ascoli dopo le pesanti polemiche seguite alla tragica morte di Maria Alejandra Nigrotti, 32enne incinta all’ottavo mese, e del compagno 29enne Evandro Maravalli, trovati senza vita sabato scorso in una tenda lungo il fiume Tronto. Secondo l’amministrazione locale, la donna era seguita già da mesi dai servizi sociali, che si erano subito attivati dopo la sua richiesta di aiuto, e aveva a disposizione anche un alloggio gratuito.
Coppia seguita dai servizi sociali da ottobre
In attesa dell’autopsia, che dovrà chiarire l’esatta causa di morte della coppia, in tanti si sono scagliati contro Comune e sindaco accusandoli di aver abbandonato i due in evidente stato di difficoltà. Secondo l’amministrazione, però, in realtà il loro caso era noto e seguito dall’ottobre dello scorso anno quando la stessa coppia si era presentata agli sportelli dei servizi sociali a fine mese, chiedendo un sostegno proprio per la gravidanza in corso, in particolare un alloggio.
A questo punto sarebbe scattato un percorso di aiuto costellato però da diverse difficoltà. “Il percorso di presa in carico della donna è stato attivato tempestivamente e le strutture di supporto sono state coinvolte fin dal primo momento. La priorità è stata data immediatamente ad Alessandra, data la sua condizione di gravidanza” spiega in una nota il Comune di Ascoli secondo il quale, dopo un primo rifiuto, i due a novembre avevano accettato una sistemazione temporanea in un B&B della zona, individuato direttamente dagli uffici comunali, dove erano stati quindi accompagnati dagli assistenti sociali.
Il 29enne però avrebbe abbandonato subito la stanza dicendo che avrebbe provveduto autonomamente per sé stesso. In particolare il ragazzo aveva detto di alloggiare presso l’abitazione di un amico che lo ospitava. Affermazione che, almeno inizialmente, sarebbero state confermate dagli operatori anche se Evandro poi era sparito dai radar senza più nessun accesso ai servizi sociali.
La donna trasferita dal B&B a una struttura residenziale a dicembre
La 32enne invece aveva proseguito il suo percorso con un monitoraggio costante degli operatori, secondo il Comune, alloggiando nella stessa struttura fino al 5 dicembre scorso. Nel frattempo infatti i servizi sociali avevano interessato il Villaggio Santa Marta, una struttura residenziale situata ad Ascoli Piceno, trovandole una sistemazione tramite il Centro Accoglienza Vita. “Alessandra è stata sostenuta economicamente per i pernottamenti fino al 5 dicembre, data in cui è stata accolta presso il Villaggio Santa Marta” spiegano dall’amministrazione.
Nella residenza la donna è rimasta anche a inizio anno e fino a febbraio quando ha anche rinnovato la volontà di usufruire dell’alloggio. “Solo pochi giorni fa, il 10 febbraio, la giovane si è recata nuovamente in Comune per rinnovare la permanenza gratuita nella struttura” ricostruiscono dal Comune.
Non è chiaro però quando e perché la 32enne ha deciso di lasciare la sistemazione per raggiungere il compagno che nel frattempo non aveva avuto più nessun contatto con gli assistenti sociali e si era sistemato in una tenda lungo il fiume Tronto. "Non riesco a capire perché abbiano deciso di dormire lì, faceva freddo. Il giorno prima erano passati, sembrava tutto normale" ha raccontato anche il titolare di un bar-tabaccheria e conoscente di lunga data della donna.
“Per molti non erano invisibili” ha confermato anche il vescovo di Ascoli, ricordando le relazioni che la coppia comunque intratteneva nella comunità. A fare luce su quanto accaduto saranno ora le indagini della polizia. L’ipotesi prevalente per la morte è quella delle esalazioni di una stufetta a legna utilizzata per scaldarsi dal freddo ma forse nessuno saprà dare una risposta definitiva sul perché si trovassero in quella tenda dove hanno trovato la morte.