Due sole righe ma considerate molto scomode e quindi da cancellare prima della diffusione pubblica del rapporto, sono quelle che Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Oms ed ex direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, ha cancellato dal rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità sull'operato dell'Italia durante la pandemia covid. "La preparazione dell'Italia per affrontare la pandemia era più teorica che pratica, con pochi investimenti per tradurre delle intenzioni in misure concrete" era la scritta che compariva nel testo originario del report fatte cancellare da Guerra. L’altra modifica era arrivata per cancellare dal rapporto le parole “l’Italia non era totalmente impreparata”

Il file con le correzioni è stato consegnato dallo stesso Guerra ai magistrati di Bergamo che hanno avviato le indagini a suo carico con l’accusa di false informazioni ai pm durante la sua audizione durante un colloquio il 5 novembre dello scorso anno. Il testo con le cancellazioni risale al maggio del 2020 quando lo stesso Guerra aveva inviato una serie di email alla portavoce Cristiana Salvi e al capo dei ricercatori Zambon, allora funzionario della sede di Venezia dell’Oms, per spiegare che la fase particolare richiedeva prudenza nell’esprimere queste valutazioni. Lo stesso Zambon ha poi denunciato le pressioni del suo superiore per modificare il rapporto.

"Siamo in una fase estremamente delicata, dobbiamo pesare le parole in maniera molto cauta, soprattutto se rimangono scritte su un documento dell'Oms" aveva scritto Guerra a cui Zambon aveva risposto: "Alcune cose non possono essere taciute". Alla fine il report uscì nella versione ‘originale’ così come redatta dal team di Zambon ma poi il rapporto sparì improvvisamente pubblicato e cancellato nel giro 24 ore sul sito Oms.

Dopo l'inchiesta lo stesso Guerra aveva spiegato: "Mi auguro che l’Oms possa rispondere con tutti i dettagli, le spiegazioni e i chiarimenti necessari, dato che la mia posizione è cristallina nonostante le insinuazioni di alcuni. Io ho dichiarato ai pm tutto quello che sapevo a quel momento, in totale buonafede. Ho capito a seguire di non avere avuto accesso a molte informazioni, ma credo che questo i pm lo abbiano bene valutato. Non so neppure quali siano queste presunte contraddizioni che possano avere identificato, dato che non ho avuto accesso ai quesiti da loro posti all’Oms".