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Le prime parole di Alberto Trentini: “Sono libero. Grazie alla premier e al governo”

Alberto Trentini è libero dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela. Dal Tg1 ringrazia governo e diplomazia italiana. Ora il rientro a Roma e poi a Venezia.
A cura di Davide Falcioni
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"Sono Alberto Trentini. Sono qui nella residenza dell'ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare la presidente del Consiglio, il governo, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato ed ha portato a termine la liberazione mia e di Mario (Burlò, ndr)". Con queste parole, pronunciate al Tg1, Alberto Trentini ha rotto il silenzio nel giorno della sua liberazione, dopo oltre 400 giorni di prigionia nelle carceri venezuelane.

A seguire è intervenuto anche Mario Burlo: "Sono finalmente libero dopo 14 mesi trascorsi in un carcere venezuelano ingiustamente; voglio ringraziare il governo, l'ambasciatore, l'arcivescovo e tutte le autorità che hanno portato me e Alberto in libertà. Vi ringrazio moltissimo e non vedo l'ora di tornare in Italia e riabbracciare la mia famiglia".

Ora per i due italiani si apre la fase del rientro. Prima Roma, poi per Trentini l’immediato trasferimento nella sua città d'origine, Venezia: è questa la road map che, con ogni probabilità, lo attende. "Lo vogliamo riportare subito a casa", avevano spiegato nelle scorse ore fonti vicine alla famiglia, lasciando intendere che, una volta atterrato in Italia, non è previsto un ascolto immediato da parte degli inquirenti. A piazzale Clodio, riferiscono fonti qualificate, non risultano al momento procedimenti aperti sulla sua vicenda.

I genitori, però, attraverso la loro legale, l’avvocata Alessandra Ballerini, hanno precisato anche che "verrà il tempo per raccontare i fatti e accertare le responsabilità". Per Trentini, 46 anni, sarà necessario ricostruire con ordine ogni passaggio della sua storia, a partire dall’arrivo in Venezuela il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria con le ong Humanity e Inclusion, impegnate nel sostegno alle persone con disabilità.

Un percorso che dovrà chiarire anche chi possa averlo "venduto" alle autorità di Caracas, che lo accusavano di terrorismo con capi di imputazione definiti sin dall’inizio generici. L’arresto risale al 15 novembre 2024, avvenuto a un posto di blocco: insieme all’autista delle ong, Trentini fu condotto in una struttura di detenzione. Per settimane non si seppe nulla della sua sorte, ma i familiari compresero subito che il suo caso poteva trasformarsi in una "pedina di scambio" nelle mani del regime venezuelano.

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