Con i dpcm di dicembre e di novembre, l'Italia è stata divisa in zone rosse, arancioni e gialle in relazione all'indice rt di contagio da Covid-19. In particolare nelle aree arancioni e rosse ci sono regole più stringenti su spostamenti, apertura dei negozi e delle altre attività, come bar e ristoranti. Vediamo cosa cambia tra zona rossa e zona arancione e quali sono le nuove norme da seguire.

Spostamenti

Misure meno stringenti per quanto riguarda gli spostamenti. Mentre, infatti, nella zona rossa non si può uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute, necessità, urgenza, istruzione, o per andare a fare una corsa o una passeggiata, sempre in prossimità della propria abitazione, e con l'autocertificazione, nella zona arancione il movimento all’interno del proprio comune è libero tra le ore 5 e le 22, quando comincia il coprifuoco notturno. Tuttavia, sempre nella zona arancione resta vietato spostarsi dal proprio Comune, salvo per le esigenze elencate prima, e uscire o entrare dal territorio regionale, salvo che per spostamenti motivati da “comprovate esigenze”.

Negozi, bar e ristoranti

Come nella zona rossa, anche in quella arancione restano chiusi i bar e i ristoranti, così come gelaterie e pasticcerie, tranne mense e catering. Rimangono possibili asporto e consegna a domicilio. Restano aperti solamente i servizi di ristorazione nelle aree di servizio delle autostrade, in aeroporto e in ospedale. Nei weekend e nelle giornate festive e prefestive restano chiuse le medie e grandi strutture di vendita, compresi i centri commerciali, a eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Trasporti

Per i trasporti valgono le stesse regole in tutte le aree, quindi nulla cambia nel passaggio dalla zona rossa a quella arancione. La capienza viene ridotta del 50% per il trasporto pubblico locale, a eccezione solamente dei mezzi di trasporto scolastico.

Scuola

Infine, a differenza della zona rossa, nella zona arancione, le seconde e le terze medie potrebbero tornare a scuola in presenza con la mascherina obbligatoria. Le superiori resterebbero comunque con la didattica a distanza, con l’esclusione di alcuni casi di disabilità e per alcuni laboratori. Didattica a distanza anche per l’università, fatta eccezione per alcuni laboratori e per le matricole. In entrambe le zone non sono permesse le fiere, i convegni e neanche gli eventi a loro assimilati, come i mercatini di Natale. Chiusi i musei e sospese le mostre. Chiusura anche per teatri e cinema.