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Opinioni
Liliana Resinovich morta a Trieste
10 Marzo 2022
12:51

Le contraddizioni del marito e i racconti degli amici: cosa non torna nel caso Liliana Resinovich

Continua a essere avvolta nel mistero la morte di Liliana Resinovich. In attesa degli esiti di laboratorio, analizziamo insieme tutte le contraddizioni della vicenda.
A cura di Anna Vagli
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Liliana Resinovich morta a Trieste

Sono passati ormai quasi tre mesi dalla scomparsa di Liliana Resinovich, ma la svolta sulle indagini appare sempre lontana. A tenere banco è ormai il bivio “omicidio-suicidio”che in assenza delle risultanze scientifiche, i cui risultati tardano ad arrivare, porta inevitabilmente a chiedersi che cosa possa davvero essere successo quella mattina di metà dicembre.

Una certezza, in verità, le persone vicine a Lilli sembrano averla avuta sin dagli inizi: la donna non si sarebbe mai potuta togliere la vita. E in effetti il luogo e le modalità con le quali è stato rinvenuto il suo cadavere sollevano non pochi dubbi sul compimento dell’estremo gesto. Non sicuramente usuale e ricorrente, ma in qualche misura comunque riportato in letteratura.

Per dirimere la questione, oltre a ricorrere alla già citata autopsia psicologica, un aiuto determinante verrà fornito dalle analisi dei tablet nella disponibilità della donna (seppur sequestrati dopo ben quarantacinque giorni). Difatti, proprio perché se si fosse trattato di suicidio la modalità prescelta non è canonica, Lilli avrebbe sicuramente ricercato sul web come concretizzare il proposito autolesionistico affinché fosse letale.

In aggiunta, sempre ragionando per ipotesi, in tal senso non è dirimente neppure il mancato rinvenimento della fede al dito. Fede che potrebbe essersi sfilata come inspiegabile gesto prima di togliersi la vita (alcune persone si tolgono gli occhiali prima di gettarsi nel vuoto), ma anche dopo aver comunicato a Sebastiano la fine del suo matrimonio. In questa misura, risposte certe potranno arrivare esclusivamente dalle analisi scientifiche.

Dopo questa breve disamina, oggi intendo proseguire vagliando insieme a voi i punti oscuri di un’altra ipotesi: quella omicidiaria. Ribadendo che, ad oggi, il fascicolo per la morte di Liliana è aperto per sequestro di persona a carico di ignoti e, quindi, che nessuno risulta indagato.

Se di omicidio si è trattato, non c’è sicuramente la mano di un predatore occasionale e neppure la sua morte è imputabile ad un movente di tipo sessuale. Uno scenario del genere non si verificherebbe certo alle nove del mattino, in pieno centro e sotto la luce del sole. Quindi, se poi proviamo ad escludere il suicidio, rimanendo sempre nel campo delle ipotesi, la responsabilità è di Claudio o di Sebastiano.

Nelle ultime settimane abbiamo notato tutti un cambiamento dal punto di vista emozionale di Claudio che ha iniziato a raccontare nuovi dettagli sul suo legame con Liliana. Dettagli che hanno trovato un concreto e crescente riscontro. L’ultimo in ordine di tempo la medaglietta con la data del loro anniversario di conoscenza. Secondo quanto raccontato dai gioiellieri di fiducia di Sterpin, intervistati dalla trasmissione Mattino 5, quest’ultima era stata commissionata dall’uomo il 4 dicembre del 2021 e ritirata dallo stesso in data 11 dicembre. Quindi esattamente quattro giorni prima che la donna scomparisse e a ridosso del weekend d'amore .

La timeline degli eventi e con essa i relativi riscontri, in casi come questi, assumono una portata dirimente non certamente trascurabile. E ciò perché hanno valenza inconfutabile e ferma: quella tra Liliana e Claudio era una relazione a tutti gli effetti.

La denuncia per allontanamento volontario

Liliana e il marito Sebastiano
Liliana e il marito Sebastiano

Avevamo già avuto modo di sottolineare la tardività con la quale Visintin aveva presentato denuncia in ordine alla sparizione di Liliana. L’aveva sporta intorno alle 22:00 del 14 dicembre e soltanto dietro invito dei vicini di casa. Quest’ultimi a loro volta sollecitati da Claudio Sterpin. Un dato che stride rispetto alle affermazioni di Sebastiano avendo lo stesso da sempre descritto come simbiotico il rapporto con la moglie. Se io ho una relazione fusionale con una persona che non vedo rincasare dalla mattina presto come posso non preoccuparmi?

Sempre in riferimento alla denuncia c’è un altro passaggio da sottolineare. Accantonata per un attimo la tardività focalizziamo l’attenzione sul contenuto della denuncia medesima. Difatti, Sebastiano ha sporto denuncia per allontanamento volontario e non per scomparsa. Perché non ha attivato immediatamente i soccorsi? Forse pensava che potesse essersi allontanata con Claudio, perché di qualcosa era a conoscenza, o perché sapeva che a casa non sarebbe mai più tornata?

I racconti degli amici Laura e Pino

Intervistati alla trasmissione Chi l’ha visto?, Laura e Pino, amici di vecchia data di Liliana e Sebastiano, hanno raccontato come – solamente due giorni dopo la scomparsa della prima –  Sebastiano avesse consegnato loro una macchina fotografica di tipo professionale, un cuore in pietra appartenenti alla moglie ed alcuni hard-disk contenenti fotografie. Una circostanza del tutto incomprensibile dal momento che Liliana sarebbe potuta tornare da un momento all’altro. Sebastiano, secondo quanto afferma da sempre, non poteva neppure lontanamente immaginare dove, ed eventualmente con chi, fosse. Considerato che Laura e Pino non avrebbero alcun motivo di mentire, un tale comportamento sfugge all’umana comprensione. Chiaramente tutto il materiale di cui sono entrati in possesso è stato consegnato agli inquirenti.

Sempre stando ai racconti della coppia, inoltre, Sebastiano era solito assumere un comportamento autoritario nei confronti della moglie. Al punto da alzare il piede ed indicarle la scarpa affinché Liliana gli allacciasse le scarpe. Attenzione, per quanto discutibili, questi comportamenti non fanno di Visintin un assassino. È bene ribadirlo.

Sebastiano davvero era all’oscuro di tutto?

Facciamo una deduzione logica. Liliana è scomparsa martedì 14 dicembre e il weekend con Claudio era progettato per il sabato di quella stessa settimana.

Dal canto suo Sebastiano ha sempre negato di essere a conoscenza del legame tra i due. Ma è difficile credere che, in un matrimonio che durava da ormai più di trent’anni, Liliana non avesse in alcun modo fatto presente la volontà di lasciarlo. Una deduzione, questa, sicuramente avvalorata dalla medaglietta. Ma non solo. Il fine settimana con Claudio non era mai stato così vicino. In un simile scenario, è dunque ipotizzabile che la donna non abbia fatto in tempo a rivelare tutto.

Ipotesi che potrebbe essere sostenuta anche dai presunti contatti a cui fa cenno Claudio, tutti da riscontrare, per un affitto da destinare a Sebastiano una volta separati. Se tali contatti venissero accertati confermerebbero la ferma decisione di Liliana di ricominciare tutto da capo con un altro uomo. Pur sempre, però, aiutando economicamente Sebastiano, con il quale aveva condiviso più di trent'anni della sua vita.

La questione economica ed il tfr

Sebastiano ha anche negato di essere a conoscenza della somma liquidata a Lilli a titolo di tfr. Una circostanza anomala dal momento che in una coppia consolidata sono questioni, quelle economiche, che vengono discusse all’ordine del giorno. Anche perché, comunque, l’importo si aggirava intorno ai cinquantamila euro e avrebbe potuto formare oggetto di un qualche investimento. Come una nuova abitazione.

Il mistero dei codici bancari

Sempre in riferimento agli affari di famiglia anche il fratello di Liliana, Sergio Resinovich, ha sollevato alcune ombre sul cognato. E lo ha fatto parlando di alcuni codici di accesso alla banca copiati su di un foglietto riposto da Lilli in un nascondiglio ricavato dietro ad un quadro. Foglietto che, sempre stando ai racconti di Sergio, risulterebbe scomparso.

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Dottoressa Anna Vagli, giurista, criminologa forense, giornalista- pubblicista, esperta in psicologia investigativa, sopralluogo tecnico sulla scena del crimine e criminal profiling. Certificata come esperta in neuroscienze applicate presso l’Harvard University. Direttore scientifico master in criminologia in partnership con Studio Cataldi e Formazione Giuridica
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