La pandemia di Coronavirus rappresenta una nuova occasione per le mafie? La criminalità organizzata riuscirà a trarre profitto anche dall'emergenza sanitaria in corso? Sì, secondo lo scrittore Roberto Saviano, che a Fanpage.it ricorda come dopo ogni catastrofe – si tratti di un'alluvione, un terremoto o una pandemia – le mafie hanno potere: "In contemporanea con l'epidemia si stanno muovendo profitti e interessi criminali. Conoscerli è parte della sopravvivenza".

Saviano ricorda come anche le organizzazioni criminali siano state travolte dalla pandemia: "Quello che sta avvenendo, dal Messico a Kosovo, dall'Italia all'Iran, è che le mafie si stanno muovendo verso la grande speculazione. La domanda non è se le mafie potranno guadagnare da questa pandemia, ma come potranno guadagnare. Negli ultimi decenni hanno investito in imprese multiservizi come mense, pulizie, rifiuti, disinfezioni, trasporti, pompe funebri, distribuzione petroli, distribuzione generi alimentari. La camorra ha già cominciato a investire sul settore parafarmaceutico. L'abilità delle mafie è sempre stata quella di riuscire ad applicare schemi commerciali vincenti a prodotti di volta in volta più convenienti".

In questo quadro, dunque, inutile illudersi che le mafie di tutte il mondo non troveranno un modo per speculare sulla pandemia di nuovo coronavirus: "Ora possono beneficiare anche sul silenzio e sull'attenzione totalmente dirottata sull'epidemia. In Messico, ad esempio, a febbraio sono state uccise 98 persone al giorno, tutte vittime dei cartelli del narcotraffico. Eppure questa notizia non è circolata". Saviano ricorda come oggi siano fermi i processi, i controlli all'ingrosso nei porti per il traffico di droga siano diminuiti e anche lo smercio al dettaglio stia avvenendo in coda ai supermercati, in farmacia o persino a domicilio.

Lo scrittore inoltre segnala episodi di vero e proprio welfare camorristico, in assenza di quello statale. "La camorra porta la spesa porta a porta, presta denaro con usura sospesa. Le organizzazioni criminali fanno leva sulla fame, stanno investendo sul loro consenso. L'istintiva sfiducia verso le istituzioni al sud porta fiducia nelle organizzazioni criminali. La ripartenza rischia di essere una ripartenza mafiosa".