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Covid 19
19 Maggio 2022
11:05

L’allarme di Gimbe: “Flop quarta dose: protetto 1 su 4. È indispensabile per persone fragili”

Nel monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe si evidenzia un rallentamento della discesa dei contagi, mentre sono in calo ricoveri e terapie intensive. Flop per le quarte dose: “Immunizzato 1 su 4, e solo l’11,5% delle persone fragili”
A cura di Chiara Ammendola
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Solo una persona su quattro della platea ufficiale degli immunocompromessi ha ricevuto la quarta dose di vaccino anti Covid. Dati che spingono la Fondazione Gimbe a lanciare l'allarme proprio sulla seconda dose booster di vaccino per i più fragili per cui è indispensabile la protezione dal virus. Questo quanto emerge dal nuovo monitoraggio Gimbe per il periodo 11-17 maggio che analizza l'andamento della pandemia in Italia e secondo il quale si registra anche una frenata del calo dei contagi mentre sono in calo sia i ricoveri che le terapie intensive.

Secondo quanto emerge dal monitoraggio di questa settimana per quanto riguarda le quarte dosi, al 18 maggio sono state somministrate solo 203.944 quarte dosi alle persone immunocompromesse (con un tasso di copertura nazionale del 25,8%) e 509.480 quarte dosi tra over 80, fragili e ospiti Rsa, con una percentuale che scende all'11,5% e nette differenze regionali.

Nello specifico nel primo caso in base alla platea ufficiale (791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 25,8% con nette differenze regionali: dal 4,5% del Molise al 94,3% del Piemonte, mentre in base alla platea ufficiale (4.422.597 di cui 2.795.910 over 80, 1.538.588 pazienti fragili di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non rientrano nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’11,5% con nette differenze regionali: dal 3,2% della Calabria al 24,7% del Piemonte.

Per quanto riguarda i nuovi casi settimanali invece questi si attestano a quota 244 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 35 mila casi giornalieri, facendo registrare un rallentamento nella discesa dei contagi (-14,8% contro il dato del -27,5% della settimana precedente). In tutte le regioni però si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -0,1% della Sardegna al -22,7% della Calabria.

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali invece, sia i ricoveri ordinari (-13%) che le terapie intensive (-5,9%) hanno fatto registrare un calo, giù anche i decessi (-9,4%): in dettaglio, in area critica al 17 maggio si registrano 337 post letto occupati, in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto Covid sono scesi a quota 7.465 il 17 maggio. Al 17 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è dell’11,6% in area medica e del 3,6% in area critica. Diminuiscono ancora i decessi: 763 negli ultimi 7 giorni (di cui 38 riferiti a periodi precedenti), con una media di 109 al giorno rispetto ai 120 della settimana precedente.

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