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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi
22 Aprile 2013
15:31

La sorella di Sabrina Misseri: “Mi vergogno per mio padre, ha ucciso Sarah”

Valentina Misseri, la sorella di Sabrina e figlia di Cosima, le due donne condannate all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi, in un’intervista televisiva ha parlato del processo: “Quando papà ha confessato tutto io, da figlia, gli ho creduto”.
A cura di Susanna Picone
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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi

Non ci sono solo Michele Misseri e i genitori di Sarah Scazzi a parlare e commentare la sentenza di primo grado emessa sabato dal tribunale di Taranto in merito all’omicidio della 15enne di Avetrana. Ora che il processo si è concluso ha detto qualche parola in televisione anche Valentina Misseri, la sorella di Sabrina e figlia di Cosima e Michele. Valentina parla di spalle alle telecamere di “Mattino 5” perché, dice, “preferirei che la gente dimenticasse il mio volto”. Racconta di come in passato ha avuto problemi “perché la gente è cattiva” e ha detto di sperare di essere apprezzata proprio perché non ha parlato prima della sentenza: “Tutti hanno voluto rilasciare interviste prima, forse anche per influenzare l’opinione pubblica, io ho voluto aspettare per dare serenità alla Corte”. E la sorella di Sabrina dice chiaramente chi per lei è il colpevole del delitto. A uccidere Sarah Scazzi è stato suo padre Michele Misseri. “Mi vergogno del mio cognome – dice Valentina – perché mio padre ha ucciso una ragazzina, ma non mi vergogno assolutamente di essere la figlia di Serrano Cosima e di essere la sorella di Misseri Sabrina”.

“Sabrina e Cosima innocenti, il colpevole è Michele” – Lei è convinta, insomma, dell’innocenza delle due donne che i giudici hanno condannato all’ergastolo. “Io non ho motivo di credere che mia madre e mia sorella siano colpevoli. Quando papà ha confessato, ha raccontato tutto, io da figlia gli ho creduto”. Valentina Misseri parla anche della sentenza e afferma che si aspettava quella pena: “Una sentenza talmente dura e talmente grave che copre la debolezza dell’impianto accusatorio”, sottolinea. Un commento anche in merito agli applausi del pubblico quando il giudice ha pronunciato la parola “ergastolo” per Sabrina e Cosima: “Mi hanno dato fastidio, neanche fossimo allo stadio. Questa inciviltà mi fa paura. Chiedono giustizia per Sarah, ma quella c’era già quando mio padre ha confessato. Ora vogliono la loro giustizia”.

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