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La mamma di Giovanni Tamburi, morto a Crans-Montana: “Rispetto per i nostri figli, non si sono accorti delle fiamme”

Tra le vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana c’è anche Giovanni Tamburi, 16 anni. La madre respinge le accuse dei “leoni da tastiera” e dice: “A quell’età non si accorgono del pericolo, era l’apocalisse”
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Giovanni Tamburi, 16 anni
Giovanni Tamburi, 16 anni

È una strage di ragazzi quella che si è consumata la notte di Capodanno a Crans-Montana. I volti delle prime vittime ritrovate all'interno del bar Le Constellation di Jessica e Jacques Moretti, sono quelli di adolescenti e giovanissimi che forse per la prima volta trascorrevano il veglione con gli amici senza i genitori.

Tra loro c'è anche Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese, che si trovava in Svizzera col padre ma la sera del 31 dicembre era andato a festeggiare con gli amici. Proprio la giovane età dei frequentatori del bar, e i primi video di quella notte che stanno circolando sui social, hanno innescato una nuova polemica sulla scarsa reattività dei ragazzi davanti alle prime scintille. Accuse che la madre di Tamburi, Carla Masiello, ha decisamente respinto: "Probabilmente non si sono neanche resi conto delle fiamme".

La mamma di Giovanni: "Rispetto da leoni da tastiera. Era l'apocalisse"

"Chiedo rispetto da parte dei leoni da tastiera. Sono ragazzini giovani di 14, 15, 16 anni. Hanno sentito che la musica continuava ad andare, vedevano che nessuno si muoveva, e un ragazzino può pensare che possa trattarsi di un gioco pirotecnico. Sono ragazzini, non adulti, e probabilmente anche un adulto non se ne sarebbe accorto", ha detto al telefono intervistata da Giuseppe Brindisi durante la trasmissione Zona bianca di Rete 4.

Il fratello maggiore di Giovanni, che non lo aveva raggiunto a Le Constellation perché era stanco, si è recato sul posto appena saputo dell'incendio: "È andato a cercarlo – spiega la madre – Ha visto ossa sciolte, una ragazza quando è uscita era incandescente, non riusciva neanche a urlare dallo shock. Era l'apocalisse".

I proprietari della struttura al momento sono indagati per omicidio colposo, al vaglio della Procura cantonale i materiali utilizzati nella struttura, i permessi di esercizio e le misure di sicurezza in uso.

"Giovanni è tornato indietro per aiutare, è morto da martire"

La testimonianza della donna prosegue con il ricordo di Giovanni, appena 16 anni e al collo una medaglietta d'oro con l'immagine di una madonnina. "Giovanni era un animo puro, sempre allegro, sorridente. Era per la giustizia, un angelo sulla terra, lo dicono tutti. Probabilmente è tornato indietro per aiutare qualcuno, perché era già all'inizio delle scale. Non è tornato indietro per una stupida giacca, conoscendolo lo ha fatto per aiutare, ed è morto così, da martire".

La madre Carla Masiello ripercorre le tappe del figlio quella notte: "L'ho sentito prima che andasse a mangiare allo chalet, poi sono andati in un altro bar e poi al Le Constellation. Se fosse andato un quarto d'ora prima dell'incendio o dopo, sarebbe ancora qua".

Il ritratto che la madre fa di Giovanni coincide con quello all'Ansa del suo professore del liceo righi di Bologna, don Vincenzo Passarelli: "Molto educato, simpatico. Quando Giovanni interveniva, non lo faceva sempre, lasciava il segno. Le sue erano parole non scontate, originali. Ero contento quando alzava la mano, perché insieme a qualche altro era quello che dava i contributi più originali".

Stasera si riuniranno nella chiesa di Sant'Isaia i compagni di scuola, gli amici e i professori di Giovanni per un rosario insieme, prima della celebrazione della messa: "Un momento di raccoglimento a cui ha pensato una mia collega docente – spiega – un modo per fare qualcosa e sentirsi vicini in un momento di grande dolore".

"Io di Giovanni da uomo di fede sono sicuro sia in Paradiso – aggiunge il docente di religione – ma è per chi rimane, genitori, amici, che c'è lo strazio. Per tutti è dolorosissima la morte ma per ragazzi di 16 anni… alcuni non riescono neanche a parlarne. Per loro soprattutto pregheremo. Il dramma è per chi rimane qui, farci compagni discreti per chi soffre per Giovanni".

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