La denuncia di un prof fuorisede: “Tornare in Calabria dai miei figli a Pasqua mi costa 300 euro, serve aiuto”

Chi vuole tornare a casa durante il periodo pasquale deve spesso vedersela con prezzi altissimi dei trasporti. Fanpage.it sta raccogliendo le testimonianze dei vostri viaggi. Se anche tu hai avuto un'esperienza simile o stai avendo difficoltà nel tornare a casa per le feste, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.
"Sono un docente fuorisede e per tornare in Calabria dai miei figli piccoli spendo centinaia di euro. Vivo e lavoro in provincia di Como, e a Pasqua ho speso 300 euro per tornare dalla mia famiglia. Migliaia di persone sono nella mia condizione, eppure la politica non fa nulla per aiutarci". Lo denuncia a Fanpage.it Antonio Talarico, 43 anni, docente che da due anni si è trasferito al Nord per lavorare in attesa di ottenere il trasferimento in una scuola della sua Calabria.
"Ho fatto un sacrificio per poter lavorare, ma poi per tornare a casa sua mi trovo a perdere un quinto di quello che guadagno".
La denuncia: "Volo obbligatorio, per scendere in Calabria in treno impiego 10 ore"
Nel frattempo, Antonio fa il "pendolare" durante le feste comandate e strappa qualche fine settimana con i suoi bambini di dieci e sei anni. "Il caro biglietti è esasperante, un quinto dello stipendio se ne va così. Noi docenti fuorisede cerchiamo di trovare sempre il momento per tornare a casa ma ultimamente sta diventando difficile anche prenotando con anticipo. I voli per la Calabria sono i più cari tra i collegamenti nazionali da e per Milano, ma in treno ci metterei 10 ore".
Il problema del costo dei voli per tornare a casa si aggiunge a tutte le difficoltà che incontrano le decine di migliaia di docenti meridionali che lavorano al Nord: "Ho il muto nel mio paese, qui pago l'affitto e le utenze, più i costi che affronto come pendolare tra Como e Appiano Gentile. In tutto, superiamo i mille euro di spesa. Stringo i denti perché quest'anno sto facendo l'anno di prova per l'ingresso in ruolo, da settembre potrei riuscire a rientrare in Calabria, ma nel frattempo i costi sono enormi".

Se da una parte gli insegnanti possono prenotare con anticipo, sapendo già quando avranno ponti e chiusure, il rovescio della medaglia è che si tratta sempre dei periodi più richiesti: "Questo biglietto l'ho preso tre mesi fa, ma dall'anno scorso i voli sono ancora più cari, e prenotare prima questa volta non ha aiutato". E poi ci sono i precari della scuola: "Le supplenze brevi non sanno realmente quanto tempo resteranno in una determinata scuola, quindi per loro è impossibile anche organizzarsi con anticipo".
"Serve intervento politico anche in Calabria, non solo Sicilia e Sardegna"
Secondo Antonio, serve "un intervento politico che possa dare sostegno alle famiglie. La nostra terra, le nostre regioni del Sud, soprattutto quelle come la Calabria, hanno enormi difficoltà ad offrire delle possibilità. Molti di noi sono costretti ad andare via per poter vivere ma questo cortocircuito non può ricadere tutto su di noi".
Antonio vorrebbe poter usufruire della continuità territoriale, cioè delle tariffe agevolate che i residenti di Sicilia e Sardegna hanno sui voli: "Noi docenti possiamo usufruire di alcuni sconti sui trasporti, ma si tratta di cifre irrisorie con compagnie che hanno un costo del biglietto alto rispetto alle low cost, quindi alla fine il risparmio si va ad annullare. Anche per noi però non è facile raggiungere le nostre case".