Centinaia e centinaia di ragazzi all'alba ballano uno sull'altro in una delle discoteche più famose di Jesolo, il Muretto. Una scena normale, se non fossimo in emergenza pandemia. Il video ha presto fatto il giro della rete e mostra come, attorno alle 5 del mattino, la pista della disco che festeggiava la riapertura della stagione, fosse pienissima, troppo per le misure anti Covid. In consolle c'è il dj Marco Carola, uno dei più seguiti, e i giovani vanno in visibilio. "Abbiamo fatto controlli rigorosi – si difende il titolare Tito Pinton – come tutti gli organi preposti ci hanno riconosciuto. Forse verso mattina, qualcuno si è fatto prendere dall’euforia ma è stata la gente a scegliere di fare aggregazione. Però non capita solo da noi, sono situazioni che avvengono ovunque".

E non si è fatta attendere neanche la reazione, contenuta a dir la verità, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che nella diretta di ieri ha commentato: "Ho visto le immagini, molti ragazzi ieri hanno scritto lamentandosi di quello che è successo. I giovani non vogliono tornare al lockdown per colpa di qualcuno e penso che un assembramento del genere non abbia alcun tipo di giustificazione, e punto. Ho il massimo rispetto per questo tipo di attività, è giusto che i locali lavorino ma sono oggetto di dpcm, ci vuole più attenzione, purtroppo è così. Loro hanno questo tipo di business, che prevede assembramento, ma non tutti sono così: c'è chi fa la cena con musica, seduti al tavolo. Il dpcm prevede l'apertura del locale solo all'aperto, con norme sulla densità".

La serata era stata organizzata con la massima attenzione, anche in accordo con il Comune di Jesolo e le forze dell'ordine: numero limitato di accessi (solo con acquisto dei biglietti in prevendita), controlli della temperatura corporea all'ingresso, personale impegnato a far rispettare le distanze e l'uso delle mascherine. Il sistema ha funzionato per alcune ore, ma poi qualcosa è andato storto. L'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, infine, ha annunciato: "Ci sarà un incontro in prefettura per discutere della questione: parteciperemo anche noi come Regione e come Dipartimento di prevenzione, proprio per capire e per ricondurre a corretti e sani comportamenti".