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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Jacques Moretti libero, la dura reazione delle famiglie delle vittime: “Inammissibile”. Richiamato l’ambasciatore

La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del Constellation e indagato per la strage di Capodanno a Crans-Montana, ha fatto scattare la durissima reazione dell’Italia: “Delusi e indignati, oltraggio alle vittime”. L’Italia convoca l’ambasciatore svizzero.
A cura di Susanna Picone
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Jacques Moretti, il proprietario del bar “Le Constellation” di Crans Montana devastato da un incendio la notte di Capodanno, è stato scarcerato a due settimane dal suo arresto nel momento in cui qualcuno ha pagato la cauzione da 200mila franchi stabilita dal tribunale di Sion per rimetterlo in libertà. Una decisione – quella di farlo uscire dal carcere – che è stata commentata in maniera dura in Italia, sia da esponenti del governo che dalle stesse famiglie delle vittime della strage in Svizzera.

La notte di Capodanno nel bar dei Moretti a Crans-Montana hanno perso la vita anche sei ragazzi italiani, altri sono rimasti feriti e sono ancora in ospedale. “Vergogna!”, è stato il commento su X del ministro e leader della Lega Salvini, che ha allegato una foto di Moretti e sua moglie Jessica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta indignata, ha spiegato che considera la scarcerazione dell'imprenditore un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie e ha annunciato che il governo "chiederà conto alle autorità svizzere".

Anche il vicepremier Tajani ha parlato di una "decisione priva di senso". "Vogliamo sapere cosa è successo a Crans Montana, le responsabilità di ciò che è successo sono in modo particolare dei coniugi Moretti, che non avevano organizzato il locale di loro proprietà in modo sicuro. Vogliamo capire perché hanno utilizzato la facoltà di liberare e non trattenere in carcere una persona che già era stata arrestata perché c'era la paura che potesse fuggire. Quindi quali garanzie ci sono che questo signore e la sua compagna non abbandonino la Svizzera e si dileguino. È una offesa alle famiglie, faremo altri passi diplomatici anche con il nostro ambasciatore", ha detto il vicepremier, parlando di quella strage come di una tragedia che poteva essere evitata. "È una vergogna scarcerare una persona che era ovviamente responsabile di quello che è successo. Era più sicuro in carcere – ha aggiunto -. Bisogna capire perché c'è stata questa scelta, non possiamo rimanere in silenzio. Mi sento deluso, dispiaciuto, indignato e offeso".

Si apprende intanto che l'Italia sta per richiamare l'ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per consultazioni. "Meloni e Tajani hanno dato istruzione all’Ambasciatore Cornado di prendere contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del Governo e dell’Italia di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti".

Delusi anche i familiari delle vittime di Crans-Montana. Tra gli altri ha parlato l’avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini: “Non abbiamo commentato l'arresto ma la scarcerazione dopo 5 giorni su una cauzione versata da un soggetto terzo ecco… ci lascia un po' interdetti”, le parole di Alessandro Vaccaro. "Hanno fatto richiamo alla norma che riguarda la presunzione d'innocenza fino alla condanna definitiva ma francamente bisognerà intervenire perché non è possibile che vada così".

"Questa decisione è inammissibile. Mi lascia attonito, sgomento, annichilito, indignato", le parole affidate a Repubblica di Andrea Costanzo, padre di Chiara, morta a 16 anni la notte di Capodanno. "Il fatto che un giorno sarà fatta giustizia è l'unica cosa che oggi mi tiene in vita – ha aggiunto l’uomo – Ma queste notizie mi sembra che vadano in un senso contrario. Mi sembra tutto così ingiusto". Costanzo parla di controlli mancanti e omissioni gravi: "Sono passate ormai tre settimane e queste persone sono a fare la bella vita. Secondo me ci sono delle pecche scandalose".

"Siamo sconcertati, è una vergogna per i nostri figli che non ci sono più e per i ragazzi feriti che stanno combattendo tra la vita e la morte", così ieri sera anche la mamma di Riccardo Minghetti. "Continuano a non avere rispetto della vita delle persone che non ci sono più", ha aggiunto al Tg1 il padre del 16enne romano morto a Crans-Montana.

A Sion il Tribunale delle misure coercitive, dopo una "nuova valutazione del rischio di fuga", ha liberato l'imprenditore accusato con la moglie Jessica Maric di omicidio, lesioni e incendio colposi per l'incendio del loro locale. Ora Jacques Moretti dovrà essere sottoposto alle stesse misure cautelari alternative già previste per la donna. Dopo la notizia della scarcerazione i loro avvocati hanno detto che i coniugi continueranno a rispondere insieme a ogni richiesta delle autorità: "I loro pensieri restano costantemente rivolti alle vittime di questa tragedia".

Jacques e Jessica Moretti sono attualmente gli unici indagati per la strage di Crans-Montana, ma proprio ieri la procuratrice generale del Vallese Beatrice Pilloud con un comunicato ha annunciato che non esclude di "estendere" l'indagine a chiunque altro possa avere una responsabilità.

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