“Abbiamo completato la fase 1, stiamo mettendo in piedi la fase 2 e poi ci sarà la fase 3. È importante lavorare a un vaccino prodotto in Italia, sempre più anche per gli eventuali ritardi con i vaccini di altre aziende come Pfizer e Moderna”: a dirlo, facendo riferimento al vaccino italiano anti-Covid ReiThera, è il professore Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, che è intervenuto nella diretta sul canale YouTube di Fanpage.it. Il professore Ippolito ha aggiunto che la fase 2 inizierà entro tre settimane e quindi ci sarà la selezione dei volontari nel vari centri italiani. In merito ai ritardi dei vaccini anti-Covid che attualmente abbiamo in Italia, proprio oggi la Pfizer ha confermato che le consegne rallenteranno a fine gennaio-inizio febbraio. L’azienda si è giustificata dicendo di lavorare duramente per fornire più dosi di quanto inizialmente previsto con un nuovo obiettivo dichiarato di 2 miliardi di dosi nel 2021.

Il giorno della presentazione dei primi dati sul vaccino italiano Ippolito aveva spiegato che nella fase 1 il vaccino Reithera ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e che la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose sono stati raggiunti risultati in linea con Moderna e Pfizer.

Ippolito durante il suo intervento a Fanpage.it ha spiegato perché possono verificarsi delle reazioni avverse al vaccino, come ad esempio febbre o dolore al braccio: “Qualsiasi farmaco o vaccino è una sostanza estranee all’organismo, che reagisce di fronte a questo evento”, ha detto il professore sottolineando però i meriti dell’Italia, che sta dando grande esempio di efficacia con i vaccini e di trasparenza sui vaccinati e che tutti gli effetti collaterali vengono riportati. Tutta l’Europa, secondo Ippolito, deve dimostrare di avere capacità di pianificazione ed essere trasparente: “Gli europei vogliono sapere come saranno vaccinati”.

Riguardo la possibilità di ritardare la seconda dose di vaccino per vaccinare più persone, Ippolito ha spiegato che questo può ridurre l’efficacia del vaccino, nel momento in cui questo è stato approvato per due dosi, con studi fatti per due dosi e non con una. "Se l’efficacia si riduce in maniera significativa questo significa perdere quella garanzia e sicurezza e potrebbe portare anche a una perdita di credibilità della campagna vaccinale. Abbiamo bisogno di quanti più vaccini possibili ma usati in accordo con la procedura e la sperimentazione che è stata fatta”. Quindi, Ippolito ha ricordato che le “varianti” del virus “sono un altro dei buchi neri della conoscenza e sui quali ancora non sappiamo come stanno andando avanti”.

Sui farmaci per combattere il Covid, purtroppo non ci sono grandi novità: “Noi abbiamo tanto fiducia sui monoclonali, che sembrano funzionali in una fase precoce della malattia e non in quelle più avanzate. Abbiamo bisogno di farmaci per le fase più avanzate della malattia, ma ci vogliono studi che ancora non ci sono. Ci sono voluti 15 anni per un farmaco efficace per l’Aids, per i vaccini contro il Coronavirus nessuno credeva di ottenerlo uno entro la fine dello scorso anno”, ha concluso il direttore scientifico dello Spallanzani.