Intervallo con videogiochi e vecchi mp3 al posto dei cellulari: la sperimentazione in una scuola di Bologna

Gli studenti della scuola Guido Reni hanno chiesto con una petizione alla dirigente scolastica di usare durante l'intervallo mp3, cd e videogiochi scollegati dalla rete internet al posto dei cellulari. La preside ha acconsentito dopo aver preso atto della petizione che in pochi giorni giorni ha raccolto 150 firme tra le diverse classi.
"Ci aiutano a rilassarci" hanno sottolineato gli allievi della scuola media di vicolo Bolognetti a Bologna. La richiesta è partita dagli studenti di terza media e l'esperimento è stato poi esteso ad altre classi dell'istituto dell'Ic che conta 400 alunni. Avrebbe dovuto avere la durata di una settimana con la possibilità di essere estesa. Gli insegnanti potevano ritirare, in caso di violazione delle regole, i dispositivi elettronici.
Alla fine, anche grazie all'impegno dei ragazzi, la preside ha deciso di estendere di 2 settimane la sperimentazione. La scelta non è stata gradita da tutti i genitori, ma la dirigente ha deciso di motivarla con una lunga lettera inviata a famiglie e insegnanti.
"Comprendo – ha scritto la preside nella lettera riportata da Corriere della Sera – le vostre preoccupazioni riguardo all'uso di dispositivi elettronici durante l'intervallo, anche se non connessi alla rete. Ritengo che tali strumenti siano poco funzionanti alla socializzazione, ma ho voluto accogliere la loro richiesta presentata tramite uno strumento democratico come una petizione. La domanda era ben argomentata e accompagnata da un'assunzione di responsabilità. Ascoltare i bisogni dei ragazzi ci offre un'opportunità preziosa per promuovere un uso consapevole del digitale e mostrare agli studenti quanto la relazione diretta sia infinitamente più ricca".
L'obiettivo della dirigenza è dunque quello di costruire attraverso il dialogo con i ragazzi dei percorsi alternativi. Per il momento, durante l'intervallo i ragazzi ascoltano la musica e giocano insieme ai videogiochi. "Ho controproposto loro di lasciare per una settimana il cellulare – ha spiegato la preside – chiuso a scuola o di non portarlo nelle gite quando le faremo".