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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“Individuata la possibile arma del delitto di Garlasco, è compatibile con le ferite”: parla la difesa di Sempio

A Fanpage.it Armando Palmegiani, l’ex poliziotto consulente del team difensivo dell’attuale indagato Andrea Sempio, spiega il loro ultimo lavoro: “Abbiamo ricostruito la testa di Chiara Poggi con le ferite dell’omicidio per cercare di capire qualche fosse l’arma del delitto”.
A cura di Giorgia Venturini
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Spetta ai giudici della Corte di Cassazione decidere se riaprire il giallo di Garlasco o assolvere in via definitiva Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Lui, unico imputato, non sarà presente.
Chiara Poggi.
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"Abbiamo ricostruito la testa di Chiara Poggi con le ferite dell'omicidio per fare le analisi sull'arma del delitto". Lo svela a Fanpage.it Armando Palmegiani, l'ex poliziotto consulente del team difensivo dell'attuale indagato Andrea Sempio. In questo modo la difesa ha lavorato per focalizzarsi sull'arma del delitto, tra i misteri (insieme al movente) dell'omicidio di Garlasco: "Non posso – ha spiegato Palmegiani – svelare quale secondo noi sia l'arma usata nell'omicidio dopo i nostri risultati, ma sicuramente posso dire che è compatibile con tutti i tagli trovati sulla testa della ragazza durante l'autopsia".

Certo è che "abbiamo lavorato con il metodo della prototipazione avvalendoci di altissimi specialisti, che permette di ricostruire anche i tessuti molli". Questo metodo permette di costruire un modello fisico nei minimi dettagli, permette quindi di ricostruire in dimensioni reali un prototipo appunto su cui lavorare e fare varie analisi.

L'ex poliziotto inoltre precisa che non può neanche rivelare se per loro l'oggetto utilizzato sia un martello, ovvero quello su cui in questi 19 anni è stata costruita l'ipotesi più probabile. Oltre che a essere l'unico oggetto che i genitori Poggi hanno detto mancare da casa dopo l'omicidio della figlia. E ancora: "Abbiamo ricostruito la ‘nostra' dinamica dell'aggressione". Il consulente ha anche precisato che non hanno presentato nessuna relazione di parte in Procura a riguardo "perché non abbiamo letto ancora la relazione sulla Bpa del Ris di Cagliari", che resta secretata fino a chiusura indagini. Ma in questi 19 anni cosa era emerso sull'arma del delitto?

Il medico legale che eseguì l'autopsia sul corpo di Chiara Poggi aveva svelato questo in merito all'oggetto usato dall'assassino: si tratta di un "corpo contundente non ben identificabile". E lo descrive così: l'oggetto ha una "stretta superficie battente; spigolo/i molto netto/i; presenza di punta, talora usata come tale. Anche la proprietà tagliente dello strumento sembra essere stata applicata come tale (palpebre). I dati emersi alla microscopia elettronica, appaiono suggestivi circa la natura metallica dello strumento, quanto meno nella sua componente battente".

Sul corpo inoltre erano state trovate "numerose lesioni contusive del capo e del viso". Per togliere tutti i dubbi su altre possibili lesioni il medico legale aveva scritto: "In merito alle restanti lesioni di carattere contusivo riscontrate nelle altre sedi corporee (arti superiori, arto inferiore sinistro, cresta iliaca destra), è da dire che queste non vengono a delineare quadri ‘specifici' in tema di colluttazione, quali graffi, afferramenti, etc. Esse, ugualmente, potrebbero essere espressione di caduta durante un possibile tentativo di ‘fuga'; ovvero di ‘sfregamento' o impatto sulla superficie del pavimento in corso di trascinamento nei locali adibiti a soggiorno e disimpegno; o ancora di scivolamento lungo la rampa di scale. Ciò vale specialmente per il complesso ecchimotico-escoriativo del braccio sinistro".

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