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In cura palliativa per tumore gigante da 19 cm al fegato, salvata con operazione record di 15 ore a Pisa

Una prima diagnosi non aveva dato speranze alla paziente, considerata inoperabile e avviata verso trattamento chemioterapico con intento palliativo. All’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana hanno deciso invece per un intervento record asportando il tumore super gigante da 19 cm al fegato, salvando la donna che è perfettamente guarita.
A cura di Antonio Palma
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Una paziente affetta da un tumore super gigante da 19 cm al fegato è stata salvata grazie a un intervento chirurgico record da 15 ore a Pisa dopo che una prima diagnosi non le aveva dato speranze considerandola inoperabile e avviandola verso cure palliative. L'intervento chirurgico, estremamente lungo e delicato, è stato condotto da un gruppo multidisciplinare della sezione dipartimentale di  Chirurgia epatica del risparmio d’organo dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana ed è perfettamente riuscito permettendo alla signora di poter tornare a casa.

Attraverso un percorso terapeutico considerato in precedenza impossibile, l'equipe medica pisana ha potuto asportare un epatocarcinoma di 19 cm che coinvolgeva tutte le strutture vitali del fegato  salvando la paziente settantenne che è stata dimessa dall’ospedale in ottime condizioni cliniche generali dopo due settimane di ricovero.

La donna era arrivata a Pisa per un secondo consulto dopo essere stata avviata al trattamento chemioterapico con intento palliativo per quello che in  letteratura scientifica viene definito un tumore “super gigante”. Come spiegano dall'ospedale toscano, il primo verdetto medico per la donna, infatti, era stato terribile e aveva escluso qualsiasi trattamento locale, sia radiologico sia chirurgico, a causa del coinvolgimento dei principali assi vascolari del fegato.

Il gruppo multidisciplinare dell'Aoup diretta da Lucio Urbani, composto da oncologi, radiologi, anatomopatologi, epatologi, anestesisti/rianimatori, chirurghi, infermieri e tecnici dedicati altamente competenti, ha eseguito un attento bilancio dei rischi e dei benefici e ha ritenuto fattibile l’asportazione chirurgica radicale del tumore.

L’intervento, durato più di 15 ore, non è stato per nulla facile e il personale di sala operatoria ha dovuto affrontare  anche un imprevisto arresto cardiocircolatorio della paziente.  "L’arresto cardiaco intraoperatorio è una complicanza molto grave che, anche qualora venga risolta, solitamente impedisce la prosecuzione dell’intervento" spiegano dall'ospedale pisano. In questo caso però gli anestesisti hanno recuperato la stabilità emodinamica e valutato tutti insieme la possibilità di completare l'operazione.

L'intervento è andato a buon fine asportando la massa tumorale e ricostruendo tutte le funzionalità del fegato residuo. La paziente è stata dimessa dall’ospedale dopo 2 settimane e oggi, a 8 mesi dall’intervento, la signora è libera da malattia, sta bene e si sta godendo la stagione balneare.

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