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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Il papà di Elsa, 15enne ferita a Crans-Montana: “Ustioni sul 70% del corpo e ha contratto un’infezione batterica”

Il papà di Elsa, una ragazza italiana ferita a Crans-Montana, a Fanpage.it: “Non farò muovere mia figlia da Zurigo finché i medici svizzeri non mi diranno che è abbastanza stabile”.
A cura di Chiara Daffini
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L’ingresso del bar Le Constellation a Crans–Montana – Foto LaPresse
L’ingresso del bar Le Constellation a Crans–Montana – Foto LaPresse
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Elsa è una dei 400 giovani che stavano festeggiando la notte di capodanno a Le Constellation di Crans-Montana, dove intorno all'1:30 un incendio ha divorato il locale e con esso la vita di decine di adolescenti e delle loro famiglie. Le condizioni della 15enne biellese, che frequenta il liceo linguistico, sono da subito apparse critiche, tanto da imporne il ricovero nell'ospedale di Zurigo, l'unico, in Svizzera, dotato di un centro strutturato per le grandi ustioni. E Elsa, come riferisce a Fanpage.it il papà Lorenzo Rubino: "Ha ustioni sul 70% del corpo e si trova ora in terapia intensiva".

"Verrà vista domani [9 gennaio, ndr] dai chirurghi – spiega il padre della ragazza -, che valuteranno gli esiti dell'intervento all'intestino a cui è stata sottoposta due giorni fa. Elsa – continua Rubino – ha contratto un'infezione batterica e solo i medici che la vedranno nelle prossime ore potranno valutare davvero le sue condizioni".

La speranza, nella voce di un padre che insieme alla mamma della ragazza la assiste in Svizzera fin dal primo giorno, è viva ma intrisa di realismo, senza lasciare spazio a illusioni: "Per ora sembra stabile – dice il papà di Elsa – ma è ancora in una situazione delicatissima, seppur con parametri che rimangono accettabili. I chirurghi dovranno capire se l'ultimo intervento è riuscito, se quindi Elsa è riuscita a mantenere tutte le suture che le sono state fatte".

"Nell'immediato – precisa Rubino – mia figlia non verrà ricucita, cioè non le verrà chiuso l'addome: aspetteranno altri due giorni, tempo in cui verrà vista anche dai chirurghi plastici per finire di togliere tutta la parte di pelle non più irrorata che Elsa ancora ha addosso, in quanto non è stato possibile terminare il lavoro prima a causa dell'infezione sopraggiunta. Se tutto va bene, fra tre o quattro giorni dovrebbero poter terminare il lavoro e da lì si spera che riparta anche l'intestino".

Si era parlato, in un primo momento, di un trasferimento della 15enne in Italia. Ipotesi che tuttavia il padre esclude, almeno nell'immediato: "Non abbiamo aggiornamenti su quando verrà trasferita dalla Svizzera, anche perché non c'è stabilità sufficiente per pensare a uno spostamento, diversamente da quanto ci era stato detto all'inizio. Sembrava infatti che volessero riportarla in Italia nell'immediato, ma poi hanno appurato che era infetta da un batterio e stava per morire. Io – conclude il papà – non la farò muovere fino a quando i medici svizzeri non mi diranno che ha una finestra di stabilità di almeno 4-5 giorni".

L’ala dI Medicina d’urgenza dell’ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati i superstiti della strage
L’ala dI Medicina d’urgenza dell’ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati i superstiti della strage

All'ospedale Niguarda di Milano sono invece attualmente ricoverati 11 dei 13 superstiti italiani alla strage di Crans-Montana. Secondo l'ultimo bollettino diramato dal nosocomio nel pomeriggio dell'8 gennaio, la situazione è stabile per tutti i pazienti, ma per alcuni di loro le condizioni sono considerate critiche, per via delle ustioni riportate e di danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, situazione che richiede un'assistenza meccanica alla respirazione. Tutti e undici i ricoverati, riferisce il Niguarda, sono sedati e in prognosi riservata.

"È importante ricordare – precisano dall'ospedale – che le grandi ustioni sono una patologia grave di per sé: non guariscono in pochi giorni, ma anzi richiedono settimane, se non diversi mesi, perché un paziente possa essere considerato fuori pericolo. L'ustione non coinvolge solo la pelle, ma dà luogo anche a complicanze metaboliche e polmonari che possono subentrare a distanza di tempo. Rimane pertanto impossibile, al momento, fare previsioni sull'evoluzione della situazione".

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