"Ho avuto la possibilità di vaccinarmi e l'ho fatto per amore e tutela verso le persone che mi stanno vicino" così Alessandro Ravaglioli, esponente leghista riminese, ha raccontato la sua scelta di volare direttamente a Mosca per sottoporsi il prima possibile al vaccino anti covid. La scelta infatti è ricaduta sull'unico possibile e disponibile al momento per lui, lo Sputnik V russo. In tempo di chiusure e blocchi covid, per lui le porte della capitale russa si sono aperte grazie ai diritti acquisiti da matrimonio visto che sua moglie è russa e quindi gli è concessa la possibilità di valicare il confine con un visto specifico. Il vacino anti covid però lo ha dovuto pagare anche se a una cifra decisamente alla portata, solo 26 euro.

Dopo essere stato informato dall’ambasciata di Mosca della possibilità di poter accedere al vaccino, il militate leghista non ci ha pensato due volte, ha approfittato di un viaggio di lavoro già programmato e ha preso un appuntamento in una clinica privata locale dove è stato sottoposto alla prima dose del vaccino Sputnik lo scorso 14 marzo.  Un appuntamento che lui stesso ha documentato attraverso i social con foto e video del viaggio e dell'iniezione. "È  andato tutto bene. Zero reazioni", racconta Ravaglioli, fan dell'approccio russo alla lotta alla pandemia e al campagna vaccinale anti cvovid fin dalla prima ora.

"Al mio arrivo in clinica non c’era praticamente fila, e in pochi minuti mi hanno somministrato la dose. In Russia la pandemia non fa più paura. Per questo ci sono tante dosi di vaccino disponibili. Anche chi non è russo può avere il vaccino: basta recarsi in una clinica privata e pagare " ha rivelato Ravaglioli raccontando che anche per i residenti è facile e non ci sono file né registrazioni particolari, basta andare in uno dei tanti punti di somministrazione come nei centri commerciali. "Zero file, zero burocrazia esci e fai shopping… Spettacolo" ha commentato Ravaglioli che è prono al bis per la seconda dose di Spuntik tra circa tre settimane