Il generale Battisti: “Se l’Iran prendesse di mira l’Italia qualche missile potrebbe arrivare a destinazione”

Mentre il Medio Oriente brucia e lo scontro USA-Israele e Iran raggiunge livelli senza precedenti, l'Italia si scopre improvvisamente vulnerabile. I missili di Teheran – infatti – hanno una gittata che potrebbe potenzialmente lambire i nostri confini e colpire obiettivi militari sensibili.
Lo ha confermato a Fanpage.it il Generale Giorgio Battisti, già comandante del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO, secondo cui con una gittata stimata di almeno 2mila chilometri – guarda caso proprio quella che separa l'estremo confine nord-occidentale iraniano e la costa pugliese – e tecnologie derivate dai programmi spaziali, gli ordigni di Teheran potrebbero mettere nel mirino basi strategiche come quella di Sigonella, trasformando anche il nostro Paese – che di USA e Israele è strettissimo alleato – in un potenziale target, soprattutto se da Roma dovesse arrivare il via libera a Washington all'utilizzo di infrastrutture belliche sul nostro territorio nazionale.
C'è però un grosso problema. Secondo Battisti – sebbene l’Italia disponga di una rete di difesa con radar di acquisizione e una capacità di contraerea inserita nel sistema NATO – "bisogna essere onesti: per anni non si è pensato potessero scoppiare conflitti di questa portata prima in Ucraina e poi in Medio Oriente. Se l'Iran decidesse di colpirci, penso che purtroppo qualche missile potrebbe riuscire ad arrivare a destinazione".
Generale Battisti, anche l'Italia – alleata di USA e Israele – potrebbe finire nel mirino dell'Iran? Teoricamente, Teheran ha la capacità tecnica per colpire i nostri obiettivi sensibili?
In base a quanto emerge dalla consultazione di fonti aperte, l'Iran dispone di missili balistici con una gittata di almeno 2mila chilometri. Esiste poi un piano teorico più preoccupante: pochi anni fa Teheran ha sperimentato il lancio di un razzo nello spazio e potrebbero utilizzare quella tecnologia per potenziare ulteriormente la gittata. Al momento, con quello che vediamo, i loro missili potrebbero raggiungere le coste meridionali dell’Italia. Parliamo di infrastrutture, luoghi di culto, siti politici e militari; si stima che in Italia ci siano circa 30mila obiettivi sensibili.
Si riferisce in particolare alle basi in Sicilia, come Sigonella?
Certamente, e c'è anche un aspetto politico-giuridico da non sottovalutare. Alla fine di gennaio, proprio su proposta italiana, l'Unione Europea ha incluso i Pasdaran tra le formazioni terroristiche. Per reazione, pochi giorni dopo il governo iraniano ha catalogato tutte le forze armate dell’UE – terra, mare e aria – come organizzazioni terroristiche. Questo significa che, secondo la loro visione, potrebbero sentirsi legittimati a colpire le nostre basi aeree e navali.

È già successo qualcosa di simile recentemente, a Cipro…
Esatto, lì sono state colpite due basi sovrane inglesi, territorio britannico a tutti gli effetti. Cipro fa parte dell’Unione Europea e l’Inghilterra non era ancora intervenuta direttamente nel conflitto. È un precedente che deve far riflettere. L'Iran sta cercando di coinvolgere il maggior numero di Paesi possibile: il regime sa di rischiare di soccombere e tenta di risvegliare il mondo musulmano, sostenendo che l’attacco di USA e Israele sia un attacco a tutto l’Islam. Tuttavia, questa strategia sta fallendo, almeno per ora: stati come Qatar, Bahrein e Arabia Saudita hanno preso una posizione ferma contro Teheran.
Veniamo alla nostra sicurezza: l'Italia è attrezzata per affrontare un'eventuale minaccia missilistica o di droni dall'Iran?
L’Italia dispone di una rete di difesa con radar di acquisizione e una capacità di difesa contraerea inserita nel sistema NATO ed europeo. Bisogna però essere onesti: per anni non si è pensato potessero scoppiare conflitti di questa portata prima in Ucraina e poi in Medio Oriente. Solo negli ultimi tempi questa rete è stata oggetto di un potenziamento per renderla più fitta, estesa e dettagliata.
Quindi, se l'Iran decidesse di attaccare, il nostro "scudo" basterebbe?
Se l'Iran decidesse di colpirci, penso che purtroppo qualche missile potrebbe riuscire ad arrivare a destinazione. Io spero ovviamente che non si arrivi a tanto, anche perché, storicamente, l'Italia ha sempre avuto buone relazioni con Teheran. Ma dal punto di vista puramente militare, il rischio che un razzo superi le difese esiste.