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“Il bidello ci bacia e ci tocca”, alunne minori di 14 anni denunciano abusi sessuali a scuola: sospeso 28enne

Le indagini dopo i racconti delle piccole alunne alle docenti. Almeno 8 le minori coinvolte, tutte studentesse di un istituto comprensivo di un comune della bassa provincia di Reggio Emilia.
A cura di Antonio Palma
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Un collaboratore scolastico di 28 anni è stato sospeso dal lavoro e sottoposto all’obbligo di dimora con la pesante accusa di aver molestato e abusato sessualmente di diverse ragazzine sotto i 14 anni, studentesse della scuola in cui lavora. I fatti contestati all’indagato sarebbero avvenuti a inizio anno scolastico, tra i mesi di ottobre e novembre 2025, in un istituto comprensivo di un comune della bassa provincia di Reggio Emilia.

Le misure cautelari a carico del giovane bidello, disposte dal Gip su richiesta della locale Procura della Repubblica, sono scattate a seguito dell’indagine avviata dopo le denunce delle stesse minorenni. Le ragazzine, almeno 8 quelle individuate come vittime dai pm, in un primo momento si erano confessate con alcune docenti rivelando i presunti comportamenti inappropriati del bidello. A questo punto era partita la segnalazione alle autorità competenti e le indagini.

A seguito della denuncia, i carabinieri di Castelnuovo di Sotto infatti hanno subito raccolto testimonianze e riscontri ascoltando vittime, docenti e personale scolastico. Dai racconti è emerso così un quadro di presunti abusi seriali. Secondo le prime risultanze investigative, approfittando del suo ruolo a scuola, l’uomo avrebbe spinto le piccole alunne a contatti fisici forzati trattenendole con delle scuse in luoghi isolati dell’istituto, per esempio nell'aula magna o negli antibagni.

Stando al racconto delle minori, il 28enne prima si presentava come una figura di riferimento affettuosa ma poi avrebbe messo in atto una serie di episodi inquietanti come abbracci forzati, baci sulle guance e sul collo. Secondo i carabinieri, l'uomo avrebbe sfruttato i momenti di minor sorveglianza a scuola per mettere in atto i suoi propositi, instaurando un "clima di pressione psicologica, cercando di apparire come una figura di riferimento ‘affettuosa' per confondere le giovani vittime e indurle al silenzio".

Elementi investigativi che hanno spinto la procura a chiedere e ottenere dal giudice provvedimenti restrittivi per l’uomo come l’immediata sospensione di un anno dal lavoro a scuola e l’obbligo di dimora con divieto di uscire nelle ore serali.

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